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Galletti capogruppo M5S in Consiglio regionale

Irene Galletti

Consueto cambio al vertice del gruppo dopo sei mesi di conduzione. Irene Galletti subito all'attacco del Pd sul Programma regionale di sviluppo

FIRENZE — Irene Galletti ha 40 anni ed è vicepresidente della commissione consiliare sviluppo economico e rurale, cultura e istruzione. Laureata in giurisprudenza e specializzata in tutela dei diritti umani e cooperazione internazionale presso la Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa. Nell'assumere, la carica di capogruppo, Galletti ha attaccato la giunta di Enrico Rossi e il Pd sul Programma di sviluppo regionale.

“Sapete quanto teniamo alla lotta alla povertà - ha dichiarato Galletti - Giace da mesi in attesa di discussione la nostra proposta di legge per introdurre il reddito di cittadinanza regionale e risolvere il dramma di 155 mila famiglie toscane. Il Pd è arrivato in aula a gennaio con un atto che impegnava la giunta a realizzare un reddito di solidarietà attiva, una “elemosina” in confronto alla nostra misura. Avevamo ragione e lo dice l’emendamento Pd che riscrive il Programma Regionale di Sviluppo 2016-2020".

“Inseriscono nel macroprogetto ‘Lotta alla povertà’ anche la voce “Reddito di Solidarietà Attiva” ma non lo pongono come risultato atteso e soprattutto tagliano radicalmente i fondi a copertura dell’intero macroprogetto - ha detto ancora Galletti - Sul 2017 l’insieme di azioni previste nel PRS originale indicava una spesa di 36,74 milioni di euro, il nuovo PRS del Pd ne indica 30,42. Quindi altro che Reddito di Solidarietà Attiva. Ma ancora peggio va ai toscani poveri nel triennio 2018-2020: nel documento precedente avrebbero ricevuto interventi per 36,77 milioni l’anno, mentre il nuovo PRS ne stanzia al massimo 9,38. Questa è una truffa sulla povertà della quale il Partito Democratico dovrebbe vergognarsi”.

“Entro come capogruppo in una fase delicata, l’approvazione appunto del Programma Regionale di Sviluppo - ha proseguito la capogruppo M5S - Parliamo dell’atto di indirizzo principale per la politica regionale, che il Pd arriva a portare in Consiglio dopo quasi due anni, in forte ritardo. Un ritardo ingiustificabile e ingiustificato se si considera che questo documento è scritto tra l’altro con un pressapochismo disarmante. Addirittura contiene i copia incolla con le indicazioni del politico “soddisfatto” dalla richiesta, con tanto di cognome. La rappresentazione di una incapacità di governo pagata dai cittadini e confermata anche dalla quarta impugnazione normativa presso la Corte Costituzionale – quella della legge sul turismo – arrivata in meno di due anni ad opera di un governo nazionale dello stesso partito”.

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