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Il reddito di cittadinanza con l'1% del bilancio

M5s in Consiglio regionale presenta la sua proposta di reddito di cittadinanza: con l'1% del bilancio regionale in tre anni 173 milioni

FIRENZE — In Toscana vivono 155 mila famiglie in povertà assoluta. "Con la nostra proposta in tre anni potremmo portarle a zero, al costo di circa l’1 per cento del bilancio regionale: 173 milioni”, ha esordito Andrea Quartini, consigliere regionale M5s primo firmatario della proposta.

“Ci rivolgiamo a quella quota di persone con reddito Irpef annuale sotto i 9360 euro e Isee inferiore a 6500, disoccupati o inoccupati, da almeno 3 anni residenti in Toscana. Queste persone si potranno recare al Centro per l’Impiego e siglare un accordo chiamato Programma di Azione Individuale mirato al loro ricollocamento. Riceveranno quanto serve loro per arrivare al tetto di dignità di 780 euro mensili di reddito netto, mentre riceveranno fino ad un massimo di 3 proposte lavorative. Se le rifiuteranno perderanno l’integrazione al reddito” ha proseguito il Cinque Stelle.

“Aiuteremo così circa 58mila toscani l’anno e in tre anni potremmo portare tutti fuori dalla povertà assoluta". Già oggi, senza reddito di cittadinanza, il 27% di chi cerca lavoro nel Centri per l’Impiego trova lavoro in 3 mesi, il 60% in un anno e l’84% in tre anni. Oggi, dopo la riforma, i lavoratori del CPI e i cittadini che vi si recano sono lasciati in uno stato di abbandono, con situazioni limite come i numeri per la fila presi di notte. Il nostro reddito di cittadinanza rivaluta la centralità dei Centri per l’impiego nel trovare almeno 3 proposte occupazionali e monitorare lo sviluppo del ricollocamento di chi, vivendo in povertà, vuole uscirne col lavoro”, ha aggiunto Irene Galletti, consigliera regionale M5S vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico e Rurale.

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