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Migliaia di maestre all'assalto del Ministero

foto Cub scuola da Facebook

Grande adesione allo sciopero contro la sentenza del Consiglio di Stato sugli insegnanti magistrali. La ministra Fedeli: "Troveremo una soluzione"

ROMA — Cartelli, striscioni, bandiere: centinaia di maestri e maestri hanno occupato simbolicamente la scalinata della sede del ministero della pubblica istruzione per contestare quella che definiscono la "vergognosa" sentenza del Consiglio di Stato sugli insegnanti magistrati. Al loro fianco, migliaia di altri colleghi che hanno protestano nelle loro città di residenza, arrivando in alcuni casi, come a Milano, a bloccare temporaneamente il traffico. 

Al centro della protesta, promossa dal Anief, Saese e Cub con l'adesione dei Cobas, c'è la decisione del Consiglio di Stato di escludere dalle graduatorie a esaurimento gli insegnanti non laureati. "Il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale" si legge nella sentenza.

"Siamo insegnanti non burattini", "no ai licenziamenti di massa", "abilitate quando serve, licenziate quando conviene" hanno ribattuto invece i docenti sfilando per strade e piazze. 

Dal canto suo la ministra alla pubblica istruzione Valeria Fedeli ha cercato di smorzare i toni. "Abbiamo chiesto all''Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza - ha dichiarato la ministra a Sky Tg 24 - Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee".

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