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Aeroporti, la Regione aderisce all'Opa su Sat

Ma manterrà il 5% delle azioni. Anche la Camera di Commercio di Firenze ha detto sì. Il cda di Sat invece ha confermato a maggioranza il no

TOSCANA — Le offerte pubbliche di acquisto lanciate dal gruppo Corporacion america su Adf e Sat, le società che gestiscono rispettivamente gli aeroporti di Firenze e Pisa, scadono il 3 giugno e in queste ore i soci pubblici e privati stanno decidendo se aderire oppure no.

A Firenze, come annunciato nelle scorse settimane, la Giunta regionale, supportata da un parere condizionato del Consiglio, la deciso di aderire all'Opa volontaria per cedere circa il 12% delle azioni di Sat e restare con il 5%. Niente adesione invece all'Opa su Adf, di cui la Regione detiene il 5% delle quote.

In merito a eventuali controindicazioni legate alla rottura del patto parasociale che lega la Regione agli altri soci pubblici di Sat (contrari alla vendita), nella delibera viene citato l'articolo 123 comma 3 del testo unico della Finanza che ''prevede che gli azionisti che intendano aderire a un'offerta pubblica di acquisto promossa ai sensi dell'articolo 106 e 107 possono recedere senza preavviso dai patti''. Nella delibera si legge anche  che vi sono ''orientamenti dottrinali differenti in merito alla possibilità di recedere senza preavviso dal patto in caso di Opa volontaria''.

Nella delibera viene specificato anche che ''le modalità di adesione all'Opa dovranno avvenire senza comportare oneri a carico della Regione''. Secondo la giunta regionale, poichè il Comune di Pisa possiede l'8,45% di Sat e la Provincia il 9,27, con il 5% che rimane alla Regione viene comunque ''garantito il mantentimento del 20% delle quote da parte di soci pubblici''.

Nella delibera la Regione ha ribadito come obiettivo ''l'integrazione del sistema aeroportuale toscano ai fini della qualificazione e dello sviluppo degli scali di Pisa e di Firenze''.

A Pisa invece, pur giudicando congruo il corrispettivo economico fissato dal gruppo argentino per l'acquisto delle quote di Sat (14,22 euro ad azione), il cda ha detto no all'Opa volontaria giudicandola ''insufficiente sotto il profilo strategico-industriale''. Anche il rappresentante della Regione Ledo Gori si è allineato. Hanno quindi votato a favore soltanto i rappresentanti di Corporacion America, socio privato di minoranza. 

Anche la Camera di Commercio di Pisa, che detiene circa l'8% delle azioni di Sat, ha deciso di non aderire all'Opa, ritenendola non congrua sotto il profilo strategico e industriale ma soprattutto per non perdere la possibilità di avere un ruolo chiave nell'assemblea straordinaria dei soci Sat che, nelle prossime settimane, potrebbe votare l'eventuale fusione di Sat con Adf.

La Camera di commercio di Firenze ha invece deciso di uscire dal patto parasociale dei soci pubblici che controllano Sat (valido fino al 2016) per poter procedere all'adesione all'Opa di Eurnekian e quindi cedere il suo 1,42%. 

Sempre a Firenze, l'Ente Cassa di Risparmio ha aderito parzialmente all'opa obbligatoria di Corporacion America  su Adf vendendo il 3,5% delle quote. La decisione è stata presa a larga maggioranza. La Fondazione CRF manterrà comunque una quota del 14% in Adf considerandola strategica per lo sviluppo del territorio.

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