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Il 10 per cento delle cattedre con i supplenti

E' la stima dell'Ufficio scolastico regionale sugli organici degli insegnanti in Toscana a pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico

FIRENZE — Il 17 settembre suonerà la prima campanella e nell'attesa si cerca di completare tutte le caselle, ovvero le cattedre, nelle scuole toscane. Il direttore dell'ufficio scolastico regionale Domenico Petruzzo, a margine della presentazione della fiera Didacta, ha spiegato che "c'è sempre un 9-10 per cento di cattedre che vanno coperte con le operazioni di supplenza, che inizieranno questa settimana e si protrarranno fino all'inizio della scuola, il 17 settembre". 

Petruzzo ha ricordato che i problemi spesso sono dovuti alle esigenze degli stessi insegnanti, molti dei quali chiedono "di andare lungo il tragitto del Frecciarossa", lasciando di conseguenza scoperte scuole in aree meno collegate e più disagiate. "Molte graduatorie sono esaurite - ha detto ancora - e molte graduatorie di supplenti sono piene di persone che abitano in altre regioni, quindi spesso gli interpelli vanno a vuoto: questo comporta dei ritardi che è difficile prevedere dall'inizio ma certamente non sono imputabili alla organizzazione del lavoro". 

Negli ultimi anni, ha detto ancora il direttore dell'ufficio scolastico regionale, le cose sono cambiate: Abbiamo fatto i concorsi che prima non si sono mai fatti, abbiamo aggiornato le graduatorie, che prima non si sono aggiornate, le università hanno fatto una buona fetta di preparazione per gli insegnanti di sostegno che mancano tantissimo". Proprio riguardo agli insegnanti di sostegno, Petruzzo ha ricordato che "quest'anno abbiamo l'immissione ''sul mercato'', diciamo così, di quelli che hanno conseguito l'abilitazione: rispetto alle esigenze che via via sono aumentate, e quest'anno abbiamo aumentato del 3 per cento le esigenze di insegnanti di sostegno, chiaramente si rincorre il problema, non lo si risolve. Poi c'è anche da dire che l''intervento dell''insegnante è un intervento professionalmente sempre più qualificato". 

C'è poi la questione del personale Ata riguardo al quale il direttore dell'ufficio scolastico regionale ha detto che "le tabelle che stabiliscono quanto personale c'è bisogno nelle scuole sono tabelle fatte utilizzando dei parametri, poi la vita è un po' diversa", ma "prima di dire che manca un assistente amministrativo e quindi è compromesso il diritto all'istruzione, c'è da fare un'istruttoria profonda, mentre le persone vorrebbero che rispondessimo a questo problema in base a una semplice richiesta, e questo non si può fare", ha concluso Petruzzo.

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