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Americane stuprate, audizioni protette e dna

foto psicologiagiuridica.eu

Una delle studentesse che accusano i carabinieri ha chiesto di essere ascoltata in audizione protetta. Ascoltate dal pm le coinquiline della ragazze

FIRENZE — Una delle due studentesse statunitensi che hanno denunciato per stupro due carabinieri ha chiesto, tramite il suo legale, che l'incidente probatorio, ovvero la sua testimonianza, venga raccolta secondo le modalità dell'audizione protetta. La richiesta può essere avanzata per i minori o per le persone adulte che si trovino in situazione di vulnerabilità, valutata sulla base del reato in discussione, nel caso specifico la violenza sessuale. Nell'audizione protetta il giudice ascolta la testimonianza della persona offesa in una stanza con una parete di vetro dove ci sono solo lui, la testimone e l'interprete. La procura fiorentina ha chiesto al giudice gli incidenti probatori perchè, una volta acquisiti, le due ragazze potrerebbero tornare negli Stati uniti senza altri impegni processuali.

Nella giornata di oggi la procura ha interrogato anche le coinquiline delle ragazze. Le loro testimonianze si sono concentrate sul momento in cui le due giovani sono rientrate in casa e hanno raccontato alle amiche che cosa era successo. Poi la decisione di andare in questura a denunciare i militari.

Sarà infine effettuato l'esame del dna sui reperti biologici prelevati al momento della denuncia dai vestiti delle ragazze, nell'androne del palazzo in cui abitano e nel loro appartamento. L'obiettivo è chiarire chi fosse presente effettivamente in quei luoghi quando si sarebbe consumato lo stupro.

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