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Covid, ecco chi muore e chi guarisce in Toscana

un medico ospedaliero

Dopo l'infezione, i decessi avvengono mediamente dopo 11 giorni, le guarigioni dopo un mese. Gli uomini rischiano di morire il doppio delle donne

FIRENZE — L'età, l'essere uomo o donna e la presenza di malattie pregresse sono gli elementi che entrano in gioco per dfar precipitare la possibilità di guarire da un'infezione di Covid-19.

Lo afferma un nuovo studio dell'Agenzia regionale di sanità sulla diffusione della pandemia in Toscana, aggiornata ai dati dell'11 Maggio scorso, che conferma che la popolazione da proteggere prioritariamente sono gli anziani e i malati cronici, più soggetti non solo al contagio ma anche al rischio di decesso. E per malattie croniche si intendono patologie molto diffuse, come quelle cardiovascolari, il diabete, affezioni respiratorie o renali, tumori.

LE CARATTERISTICHE DEI GUARITI E DEI DECEDUTI

I deceduti

Nello studio dell'Ars si legge che, in Toscana, mediamente il tempo trascorso tra l'emersione della malattia (positività al tampone) e la morte del paziente è di 11,3 giorni. L'età media dei deceduti è 82,2 anni e gli uomini rappresentano il 59% del totale. Tra i morti sono del tutto assenti i positivi al Covid sotto ai vent'anni di età e sono molto rari anche i casi fra i 20 e 50 anni. I decessi sono molto più frequenti fra gli ultrasettantenni.

Quasi 1 deceduto su 2 si trovava già in condizioni cliniche severe al momento della positività al tampone (per circa il 20% dei casi non è disponibile l’informazione).

Per l’8,6% dei deceduti la diagnosi di positività al CoViD-19 è arrivata contestualmente al decesso.

Circa il 73% dei deceduti aveva almeno un patologia pregressa.

I guariti 

Mediamente invece mentre il tempo medio di guarigione in Toscana per un'infezione da SarsCov2 è di 29,4 giorni. L'età media dei guariti è 55 anni e le donne sono più numerose, 53,2% del totale contro il 46,8 degli uomini.

Solo l’1% dei guariti si trovava in uno stato clinico severo al momento del tampone. 

Solo il 26,5% di chi è sopravvissuto aveva una patologia cronica pregressa.

Deceduti e guariti per classe d’età – Valori percentuali – Fonte: elaborazioni ARS su dati ISS
fig 1


LE PATOLOGIE PREGRESSE

Il 73% dei Coid positivi deceduti aveva una patologia pregresse. Tra le diagnosi più frequenti troviamo il grande gruppo delle malattie cardiovascolari, seguito dal diabete e dalle patologie respiratorie croniche. Queste sono le patologie più frequenti anche tra i guariti, perché rappresentano le principali malattie croniche nella popolazione, in particolare tra gli anziani, la popolazione più colpita dalla malattia CoViD-19. 

Vediamo però che tra i guariti le prevalenze si riducono notevolmente, probabilmente anche per l’età mediamente più giovane rispetto ai deceduti.

Deceduti e guariti, prevalenza patologie croniche pregresse – Valori percentuali – Fonte: elaborazioni ARS su dati ISS
fig 3

GLI UOMINI RISCHIANO DI MORIRE IL DOPPIO DELLE DONNE

La ricerca dell'Ars Toscana conferma che un uomo infettato dal Covid, a parità di età e patologie croniche, ha oltre due volte il rischio di morire rispetto a una donna, con un rischio relativo pari a 2,4. 

Anche l’effetto dell’età è molto rilevate: più si è avanti con gli anni più c'è il rischio di non sopravvivere all'infezione. "Già a partire dai 65 anni, rispetto alla classe d’età 60-64 anni, il rischio aumenta di almeno due volte e di fatto raddoppia al passaggio da una classe d’età all’altra" spiegano gli studiosi dell'Ars.

A parità di età e genere, la probabilità di morire per un malato CoViD-19 con pregresse patologie croniche è circa 3 volte quella di un malato di CoViD-19 senza alcuna patologia pregressa.

Tra le diverse patologie rilevate, quelle che sembrano avere l’effetto maggiore sul rischio di morte sono: 

- le patologie epatiche croniche, ma il risultato deve essere supportato da una casistica più grande:

- pregresse patologie neurologiche, renali o respiratorie croniche.

Fonte: elaborazioni ARS su dati ISS
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