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Calano gli sfratti ma resta l'emergenza abitativa

Secondo i dati del ministero dell'interno gli sfratti in Toscana sono diminuti del 20%, ma Cgil e Sunia lanciano l'allarme per l'emergenza casa

FIRENZE — In Toscana gli sfratti sono diminuiti del 20%, ma l'emergenza abitativa non è conclusa: ci sono meno sfratti perché le abitazioni che sono state liberate negli ultimi anni non state riaffittate alle famiglie ma sono entrate nel ciclo degli affitti brevi per turisti. Sono 12mila le famiglie in Toscana in attesa di sfratto e 22 mila in attesa di una casa popolare. A dirlo Cgil e Sunia presentando i dati del ministero dell'Interno sul 2018 in contro con l'anno scorso, sottolineando che questo problema lo si vede soprattutto nelle città d'arte.

Il dato che si evince dai numeri che riguardano la Toscana è quello di un fenomeno che si estende a tutti i comuni delle province, in particolare nelle aree dove la crisi economica e il numero di licenziamenti e cassa integrazione si sono fatti sentire con maggiore drammaticità.

Le città con più sfratti sono Firenze, Empoli, Pisa, Livorno, Lucca. Tra le Regioni italiane la Toscana si colloca in settima posizione con 3848 convalide di sfratto in attesa di esecuzione.

Per Cgil e Sunia è giunto il momento di affrontare il disagio abitativo con politiche di ampio respiro che prevedano - un piano pluriennale di aumento dell’offerta di alloggi sociali in affitto a canoni sostenibili puntando sul recupero di aree ed edifici dismessi senza ulteriore consumo di suolo

- una revisione della legge sulle locazioni che punti, attraverso contrattazione collettiva e leva fiscale, ad abbassare il livello degli affitti privati e ad aumentare l’offerta

- una dotazione finanziaria certa e continuativa per permettere programmazione degli interventi e sostegno diretto agli inquilini in difficoltà.


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