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FAUDA E BALAGAN — il Blog di Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

ALFREDO DE GIROLAMO - Dopo un lungo periodo di vita vissuta a Firenze in cui la passione politica è diventata lavoro, sono tornato a vivere a Pisa dove sono cresciuto tra “Pantere”, Fgci, federazione del partito e circoli Arci. Da qualche anno mi occupo di Servizi Pubblici Locali a livello regionale e nazionale. Nella mia attività divulgativa ho pubblicato i libri Acqua in mente (2012), Servizi Pubblici Locali (2013), Gino Bartali e i Giusti toscani (2014), Francesco in Terra Santa (2014), Riusi: da rifiuti a risorse! (2014), Voci da Israele (2015), Giorgio Nissim, una vita al servizio del bene (2016), Betlemme. La stella della Terra Santa nell’ombra del Medioriente (2017), How close to Bethlehem (2018), SosteniAMO l'energia (2018), Da Mogador a Firenze: i Caffaz, viaggio di una famiglia ebrea (2019). ENRICO CATASSI - Storico e criminologo mancato, scrivo reportage per diversi quotidiani online. Curatore del libro In nome di (2007), sono contento di aver contribuito, in piccola parte, ad Hamas pace o guerra? (2005) e Non solo pane (2011). E, ovviamente, alla realizzazione di molte edizioni del Concerto di Natale a Betlemme e Gerusalemme. - Insieme hanno curato i libri: "Gerusalemme ultimo viaggio"(2009),"Kibbutz 3000"(2011),"Israele 2013"(2013),"Francesco in Terra Santa"(2014).Voci da Israele (2015)

Gaza, ultimo conflitto, un anno dopo

. — È trascorso un anno esatto dall'ennesima crisi israelo-palestinese. L'8 luglio 2014 ha inizio un conflitto che durerà un'estate intera, lasciando una lunga scia di sangue. La Terra Santa è infiammata dalla violenza ancora una volta. In quelle ore il governo di Gerusalemme lancia l’operazione “Margine Protettivo” nella Striscia di Gaza. Alla fine si conteranno 2189 morti palestinesi e 71 israeliani. 

Gaza ancora una volta è un cumulo di macerie, 18 mila case rase al suolo e le principali infrastrutture sono andate distrutte o danneggiate. È emergenza idrica, elettrica e sanitaria. L'economia di Gaza è al collasso. Ad Ottobre la Comunità Internazionale definisce l'entità degli aiuti da destinare alla Striscia. Alla conferenza del Cairo per la ricostruzione piovono promesse milionarie da parte dei donatori. Il Qatar offre 1 miliardo di dollari, gli USA circa 200 milioni. L'Ue mette a disposizione 450 milioni di €. L'allora Ministro degli Esteri Federica Mogherini partecipa al summit stanziando 18,7 milioni. Nel dettaglio l'Italia contribuisce con 15 milioni al credito d'aiuto - pledge - e con 3,7 milioni per l'emergenza. 

La macchina della cooperazione italiana è in moto. “Tra gli edifici colpiti dall’esercito israeliano durante il conflitto della scorsa estate e che intendiamo ricostruire, vi è anche l’asilo “La Terra dei bambini” di Umm Al Nasser, un progetto all’avanguardia della ONG “Vento di Terra” sia per i metodi di insegnamento che per le tecniche di costruzione.” Tiene a sottolineare Giampaolo Cantini, Ambasciatore e Direttore dell'Ufficio per la Cooperazione italiana. 700 mila € la somma impegnata dall'Italia in progetti per migliorare l'accesso all'acqua potabile per la popolazione di Gaza. A gestire gli interventi d'emergenza le Organizzazioni non governative italiane: Oxfam Italia, GVC, Overseas. 

Mentre le Ong Cospe e Aispo operano nel settore della salute con progetti per 425 mila €, intervenendo rispettivamente nella ricostruzione della struttura ospedaliera di Khan Yunis e nella fornitura di apparecchiature biomediche per l'Ospedale Al Shifa di Gaza city. Invece, il CISS ha un budget di 249 mila € per svolgere attività di resilienza ai traumi di guerra della popolazione sfollata. Infine, mezzo milione è la cifra che la Farnesina gestisce autonomamente acquistando medicinali e generi di prima sussistenza. Due voli umanitari portano dall'Italia materiali per far fronte all'emergenza, 500 Emergency Shelter-Boxes destinati agli sfollati: box contenenti tende, coperte, teli isolanti, fornelli da campeggio, pentole. Il carico è distribuito con il coordinamento tecnico della Ong ACTED. 

In totale ad oggi la cooperazione italiana ha impegnato 3 milioni € sul canale dell'emergenza a Gaza. A queste iniziative vanno aggiunti fondi per 1,5 milioni sul canale multilaterale divisi tra l'agenzia per i rifugiati UNWRA, quella per lo sminamento UNMAS e il coordinamento per gli affari umanitari OCHA. 800 mila € per la rimozione delle macerie effettuata da UNDP. Altri 400 mila € sono stati destinati per coprire i costi delle attività in loco dell'Organizzazione mondiale della sanità e della Croce Rossa Internazionale. 

“La Cooperazione italiana opera a Gaza da lungo tempo, principalmente attraverso l’UNRWA, che gestisce, come noto, alcuni servizi sociali - scuole e cliniche - essenziali per la popolazione, e varie ONG italiane, che hanno realizzato o stanno realizzando interventi di carattere sociale e di sostegno a piccole attività produttive. Nonostante le difficoltà del contesto politico e operativo, la Cooperazione italiana continua ad essere attiva e apprezzata dalla popolazione, e a operare secondo la propria modalità di forte radicamento sul territorio e aderenza ai bisogni delle comunità. Questo impegno si è ulteriormente intensificato alla luce delle gravi necessità della ricostruzione dopo i drammatici eventi dell’estate del 2014.” 

E' il commento dell'Ambasciatore Cantini. Ad un anno dalla guerra e dieci dal ritiro dei coloni israeliani da Gaza, voluto dallo scomparso premier Ariel Sharon, sul fronte politico c'è da registrare che la tregua tra Hamas e Netanyahu, confermato primo ministro dopo il voto di marzo di quest'anno, regge. La coalizione tra le forze palestinesi un po' meno. 

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