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Piano Jsw, 84 milioni di euro per il rilancio

Enrico Rossi, Alessia Morani e Marco Carrai
Enrico Rossi, Alessia Morani e Marco Carrai

Presentata il piano industriale Jsw per le ex acciaierie: 30 milioni da Invitalia, investimenti dal 2021 al 2025. I progetti partner

PIOMBINO — Presentato il piano industriale per il rilancio dello stabilimento siderurgico di Piombino oggi Jsw Steel Italy, si tratta del nuovo piano industriale per le società italiane del Gruppo Jsw, denominato Piombino 2030. 

Sono intervenuti il vicepresidente di Jsw Steel Italy Marco Carrai, la Sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessia Morani, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari. Presenti all’incontro anche le Parti Sociali, i rappresentanti della Provincia, del Ministero dell'ambiente, del Ministero del lavoro, Invitalia, le Autorità di sistema portuale Alto Tirreno e il Demanio.

Un piano da 84 milioni di euro, dunque, per le acciaierie di Piombino che vedono l'impegno di Invitalia, la partecipata del Ministero dello Sviluppo economico, con circa 30 milioni di euro che potrebbe concretizzarsi già entro l'anno. Come ha spiegato il vicepresidente esecutivo di Jsw Steel Italy Marco Carrai il piano industriale prevede due fasi: la prima dedicata alla messa in sicurezza e al rilancio dell'azienda con l'efficientamento delle linee di produzione e il far tornare l'azienda a una redditività soddisfacente e una seconda che guarda al 2015 per la realizzazione del forno elettrico per il ritorno alla produzione dell'acciaio, nonché alla costruzione di un complesso industriale multicentrico che preveda anche attività di logistica, manufacturing e ambiente da realizzarsi con selezionati partners dei singoli settori e finanziari. Primo obiettivo raggiungere l'equilibrio finanziario entro marzo/aprile 2021.

"Ci eravamo presi un impegno e l'abbiamo rispettato. Da qualche mese sto seguendo la vertenza insieme al ministro Patuanelli. Il primo impegno che ci eravamo presi era la possibilità dell'ingresso da parte dello Stato nel capitale della Jsw di Piombino e questo si realizzerà nelle prossime settimane tramite Invitalia, che entrerà con 30 milioni di euro. - ha dichiarato la Sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessia Morani - Il secondo impegno era di livello normativo che si è concretizzato la scorsa settimana con l'approvazione del decreto semplificazione attraverso il quale abbiamo creato le condizioni affinché le commesse di rotaie per lo stabilimento di Piombino abbiano una continuità che garantisca una tranquillità economica all'azienda e naturalmente ai lavoratori. Il 24 ci sarà la riunione al Mise per l'aggiornamento dell'addendum che segue necessariamente l'approvazione del piano industriale. Con Jindal, tutti i partner istituzionali e grazie anche all'aiuto del sindacato speriamo nel più breve tempo possibile di garantire un futuro a questo stabilimento che è il cuore della città".

“Siamo orgogliosi di presentare oggi il piano industriale, pur in una congiuntura economica non semplice. Vorrei ringraziare tutti i soggetti coinvolti. - ha dichiarato Marco Carrai, Vicepresidente esecutivo JSW Steel Italy – Invitalia, come annunciato oggi dal Sottosegretario alla Sviluppo Economico Alessia Morani, supporterà questa prima fase, quella che ha l’obiettivo di rilanciare l’azienda e farla tornare produttiva. Ci auguriamo che Piombino torni a essere un luogo dove si fa industria, partendo dal nostro core business, quello dell’acciaio, e dalla salvaguardia di tutti i posti di lavoro”.

Per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a questo punto ci sono tutte le condizioni per una svolta grazie all'ingresso dello Stato e alla presenza di un nuovo porto all'altezza. Il presidente ha rivendicato di essere sempre stato a Piombino e con Piombino, anche e soprattutto nei momenti di crisi e di essere stato il primo a chiedere un intervento diretto di Invitalia. Oggi, nonostante i ritardi accumulati, la prospettiva che a Piombino si torni a colare acciaio si rafforza. 

Diffidente il sindaco Francesco Ferrari, ricordando le delusioni susseguitesi negli anni, riconoscendo una buona notizia nell'intervento del pubblico a patto che si discosti dalla migliore tradizione dei Governi della Prima Repubblica in cui si provvedeva ad appianare i debiti delle grandi aziende senza che poi gli utili tornassero nelle casse dello Stato. Il sindaco intanto rimane in attesa di avere tutti i documenti in mano, per valutare se il piano industriale oltre a soddisfare gli interessi dell’azienda, è coerente con quelli della città, in particolare se dietro a quei piani ci sono prospettive per i molti dipendenti, ormai da anni in cassa integrazione, che attendono di conoscere il futuro dell’azienda e, di conseguenza, dei propri posti di lavoro e della sussistenza delle proprie famiglie. Da valutare anche l'impatto ambientale che il progetto avrà sul territorio.

I sindacati hanno rimandato ogni commento a dopo il Consiglio di fabbrica e il confronto con i lavoratori, il tempo necessario a valutare tutti gli aspetti del piano industriale Jsw e la questione occupazione. Stando al piano, infatti, l'obiettivo è la piena occupazione, tra quelli impiegati direttamente in fabbrica circa 800 e quelli reimpiegati nei progetti avviati dai partner.

Nelle scorse settimane, Jsw Steel Italy aveva annunciato la firma di un accordo con Creon Capital con l'obiettivo di sviluppare nell'area il comparto dell'energia rinnovabile, Lng, logistica e sviluppo di attività industriali collaterali e l’avvio di un dialogo con Fincantieri per valutare la possibilità di destinare alcune aree all’interno del sito industriale di Piombino ad attività di cantieristica navale e di grandi moduli cellulari in cemento armato per le infrastrutture marittime (leggi qui sotto gli articoli collegati).

Dina Maria Laurenzi
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