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Caso Solvay, chiesta una sospensiva in Regione

La richiesta è stata avanzata dai Comuni in relazione alla richiesta di Solvay Chimica per nuove coltivazioni a Buriano. Lo rivela Lazzerini

VOLTERRA — Continuano a far discutere le coltivazioni minerarie portate avanti dalla Solvay Chimica Spa in Alta Val di Cecina. Dopo il via libera per quelle in località Boschini e Scornello, l'azienda ha presentato in Regione la richiesta per nuove concessioni in località Buriano, nel comune di Montecatini Val di Cecina. In merito a queste ultime Lorenzo Lazzerini, capogruppo di maggioranza di FareVolterra, spiega esattamente come stanno procedendo le cose e rivela che è stata avanzata una richiesta di sospensiva.

Riportiamo di seguito il suo intervento integrale, firmato Gruppo Consiliare #FareVolterra.

"In merito alla richiesta di Solvay Chimica Italia SpA di autorizzazione allo sfruttamento minerario dell’area Nord della concessione mineraria Buriano per l’estrazione di salgemma, per un arco arco temporale di circa 40-50 anni, consistente nella preparazione dei terreni, nella perforazione di circa 330 pozzi, nella messa in formazione delle strutture occorrenti, nella fase di recupero della salamoia satura dai pozzi di estrazione e nel recupero ambientale, la Regione Toscana ha avviato un procedimento unico comprendente gli aspetti del vincolo paesaggistico e idrogeologico e del rischio geomorfologico. Il progetto ricade nel Comune di Montecatini Val di Cecina, ma interessa a livello di impatti anche altri Comuni della zona, tra i quali il Comune di Volterra, a cui è stato richiesto un parere non vincolante in merito al procedimento.

L’Assessorato e gli Uffici comunali competenti, in collegamento con altri Comuni della zona, hanno esaminato la voluminosa documentazione presentata da Solvay nella richiesta di sfruttamento, rilevando alcune carenze rispetto alle quali il Comune di Volterra ha richiesto le dovute integrazioni specificatamente in merito a 3 aspetti:

- una campagna di campionamento e analisi chimico-fisica dei suoli e delle acque;

- un rilevamento delle comunità vegetali per stabilirne il reale impatto su suolo e vegetazione;

- dettagliare le fasi di ripristino, in special modo delle piste di accesso, finalizzate a minimizzare gli impatti visivi di tutte le infrastrutture di cantiere necessarie per l’estrazione mineraria.

Tali azioni sono ritenute necessarie per evidenziare eventuali problemi nel sistema di coltivazione, indirizzare meglio tutte le operazioni di ripristino e valutare opere di mitigazione o compensazione necessarie, sia in fase di cantiere che nelle fasi successive alla cessazione delle attività, evitando quanto già successo anche in altre concessioni attualmente in coltivazione.

Contestualmente, in attesa degli attesi approfondimenti, ritenuti da questa Amministrazione sostanziali e necessari, si è deciso di richiedere una sospensione del procedimento autorizzativo.

Nel ribadire quanto storicamente e culturalmente appartiene alle modalità con le quali il centro sinistra governa la Regione Toscana, che sono orientate alla ricerca del miglior modo con cui riuscire a coniugare l’ambiente alla produzione, il paesaggio al necessario sviluppo, la salute alla possibilità di continuare ad abitare ogni territorio, crediamo che sia necessario anche agire localmente per avviare, ad ogni scala, quella transizione verso lo sviluppo sostenibile che crediamo essere l’unico modo per ridare forza all’economia, per contrastare le disuguaglianze e per migliorare l’ambiente.

Con questo spirito l’Amministrazione di Volterra ha sfruttato la facoltà offertagli dal procedimento autorizzativo regionale, per porre importanti questioni per le quali ha richiesto necessari approfondimenti, con l’auspicio di poter confrontarsi, nel merito di quanto emergerà, con le altre amministrazioni locali, con gli enti competenti e con i cittadini.

In contemporanea l'Amministrazione ha aperto un nuovo dialogo e trattativa con l'azienda per avere le migliori sostenibilità ambientali e ricadute socio economiche sul territorio che dopo anni debbono assolutamente essere garantite".

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