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Turismo all'Elba, Piombino vuole la sua parte

Massimo Giuliani

Piombino danneggia il turismo elbano? Agli albergatori il sindaco replica che si aspettava ben altra reazione e magari una sorta di "tassa d'imbarco"

PIOMBINO — Per il sindaco di Piombino Massimo Giuliani "non è una questione di colpe e di accuse e sinceramente mi sarei aspettato un ringraziamento rispetto al lavoro messo in campo sabato". 

Così in prima battuta il primo cittadino replica alle recenti dichiarazioni dell'associazione degli albergatori elbani in merito ai disagi al porto di Piombino in questi ultimi weekend di partenze estive. 

La questione, come ha sottolineato Giuliani, è in primo luogo riconducibile all'unica strada di accesso per il porto di Piombino. A peggiorare la situazione dello scorso fine settimana inoltre anche un guasto tecnico che ha messo ko un traghetto. "Per questo abbiamo cercato di porre rimedio e ridurre al minimo il disagio - ha sottolineato il sindaco Giuliani - Abbiamo messo in campo decine e decine di persone dalla Polizia Municipale alla Protezione civile con l'aiuto delle associazioni ed il servizio della Port Security. Se un'altra strada risolverebbe alcuni dei problemi di Piombino - ha aggiunto - non risolverebbe il problema dell'Elba visto che anche nel porto di Portoferraio ci sono stati dei ritardi". 

Non solo, per sindaco piombinese, le soluzioni proposte dal presidente dell'associazione albergatori elbani Massimo De Ferrari, sono da discutere sul piano tecnico e non sono certo sconosciute all'Amministrazione piombinese che da tempo ha avviato un discorso con Autorità di Sistema portuale e Capitaneria di porto. "Ci sono dei suggerimenti, come l'utilizzo dei piazzali presenti e i parcheggi fuori dal porto - ha detto Giuliani - ma ciò presuppone un'organizzazione" (leggi qui sotto l'articolo correlato).

E' giusto quindi dire che Piombino ostacola il turismo dell'Elba? 

Per il sindaco di Piombino bisognerebbe guardare anche cosa fa l'Elba per Piombino. 

"Crediamo che ci sia un cordone ombelicale molto forte, anche se la normativa, specie quella sulla tassa di sbarco, non guardi minimamente a quanto la città di Piombino mette in campo per l'isola dal punto di vista organizzativo (come l'impiego di personale), economico (la manutenzione delle strade per esempio) e sociale (la tensione e la pressione che i picchi di afflusso provoca in città) e quindi domando Sarebbe troppo chiedere un riconoscimento?".

Insomma una sorta di "tassa di imbarco" che aiuti Piombino - comune turistico con il maggior numero di presenze sulla costa sud toscana - a migliorare infrastrutture e servizi, ovvero una soluzione di buon senso che non gravi solo sull'Elba e che certo non sia una tassa sull'uso delle strade come il polveratico dell'epoca medioevale.

Dina Maria Laurenzi
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