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Jindal presenta il piano industriale, step e tempi

La riunione al Mise (Foto condivisa su Facebook da Gianni Anselmi)

Presentato il piano industriale per il rilancio delle acciaierie di Piombino. Il gruppo indiano procede a step, ma c'è il nodo occupazione

ROMA — Il gruppo Jsw Steel Ltd ha illustrato il piano industriale per la ripresa dello stabilimento siderurgico piombinese alla presenza delle istituzioni e delle parte sociali convocate al Ministero dello sviluppo economico.

L'incontro fa seguito all'accordo che ha suggellato il passaggio delle acciaierie ex Lucchini di Piombino, oggi Aferpi, dall'algerina Cevital al gruppo indiano di Jindal per complessivamente 90 milioni circa (leggi qui sotto gli articoli correlati).

Il piano, con un investimento di circa 1 miliardo complessivo, è apparso credibile anche se sono da approfondire i tempi e i modi del business plan (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"Le linee guida illustrate oggi dal management di Jindal ci mostrano i tratti di una interessante operazione industriale", hanno esordito Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, e Mirco Rota, coordinatore nazionale Fiom della siderurgia, commentando i contenuti del piano industriale.

Lo stabilimento piombinese stando alle prime indiscrezioni sarebbe a pieno regime nel 2024-2025, prevedendo due step. Il primo subito punterebbe alla produzione di rotaie, barre e vergella con la ripresa dei laminatoi entro l'anno con l'impiego di 435 lavoratori. Il secondo prevede la realizzazione di due forni elettrici entro il 2020, più l'aggiunta di un eventuale terzo forno elettrico per il 2022

"Abbiamo finalmente una nuova prospettiva per il sito di Piombino e per i suoi 2000 lavoratori; - ha fatto eco Guglielmo Gambardella coordinatore del settore siderurgico della Uilm nazionale - occorre però approfondire i livelli occupazionali rispetto ai volumi produttivi attesi, per noi tutta l'attuale occupazione deve essere garantita. Infine, è necessario che Jsw riduca i tempi di realizzazione del piano ed il Governo assicuri gli ammortizzatori sociali per tutta la durata del processo di rilancio. Il piano di demolizioni deve partire quanto prima per recuperare da subito lavoro ed occupazione per i lavoratori diretti ed indiretti".

Stando alle previsioni nel 2019 l'occupazione nella laminazione salirebbe a 645 unità e 705 nel 2020. Nell'area a caldo sarebbero impiegati tra i 600 e gli 800 lavoratori. Quindi si arriverebbe a 1.500 circa.

A Piombino però si parla di 2mila lavoratori in attesa di risposte e i numeri presentati dal gruppo indiano sono inferiori.

"Partono con 400-450 lavoratori e dovrebbero arrivare a 700 entro quest'anno, ma noi chiediamo che a questi se ne aggiungano altri 200 che potrebbero essere impiegati negli interventi di demolizione, visto che ci sono delle parti dello stabilimento da smantellare. - ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - Si punta poi, prosegue, ad avere entro 5-6 mesi le autorizzazioni del Ministero del lavoro al contratto di solidarietà". 

Ma il fattore tempo in questa particolare circostanza non può essere trascurato, per il presidente Rossi sarebbe importante anticipare i tempi per la realizzazione del forno elettrico per tornare a produrre acciaio dal momento che per gli indiani parrebbero di 18 mesi.

“Jindal mira a raggiungere nel 2025 la produzione di 40 milioni di tonnellate di acciaio, il doppio rispetto a quello che produce ora. Piombino rappresenta un tassello importante per questi suoi obiettivi e si conferma come sito importante per le sue caratteristiche e potenzialità, anche logistiche", ha commentato il sindaco di Piombino Massimo Giuliani che ha sottolineato i tre aspetti fondamentali di questo percorso: la necessità di abbreviare e comprimere i tempi previsti, il rispetto dell’ambiente e il favorire una maggiore occupazione sin da subito.

Intanto le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e Uglm presenti con i propri rappresentanti nazionali e territoriali hanno fissato l'assemblea dei lavoratori Aferpi e Piombino Logistics per le 20,30 di giovedì sera presso la sala ex Dup. Fissata anche un'assemblea per i lavoratori dell'indotto chiamati presso il consiglio di fabbrica alle 22.15.

Gli stessi sindacati, infatti, al termine dell'incontro hanno registrato delle incertezze conseguenza di tempi lunghi che non garantisco il riassorbimento al più presto di tutti i lavoratori. 

Seguiranno per questo già dalla prossima settimana altri incontri, la Regione per esempio ha convocato per il 28 e il 31 Maggio due incontri per ridefinire un accordo di programma che supporti il piano.

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