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Settimana decisiva per l'acciaio a Piombino

Dall'incontro al Mise sono emersi i nuovi step della trattativa che porterà al definitivo passaggio delle quote societarie. Resta la preoccupazione

PIOMBINO — "Le preoccupazioni permangono ma allo stesso tempo riteniamo che siano stati fatti ulteriori importanti passi avanti", così Fim, Fiom, Uilm e Uglmet hanno commentato l'incontro di giovedì pomeriggio al Ministero dello Sviluppo economico.

Presenti al tavolo oltre ai rappresentanti delle organizzazioni, anche i rappresentanti di Regione Toscana e Comune di Piombino. 

"Finalmente - ha detto il presidente Enrico Rossi - l'incontro si è chiuso con la volontà, da parte di tutti i soggetti interessati, di andare presto alla firma dell'Accordo di programma. È un passaggio di proprietà con impegni precisi da parte delle istituzioni e del privato, che in 18 mesi presenterà il progetto che, attraverso i forni elettrici, permetterà a Piombino di tornare a colare acciaio. Saremo vigili".

Quello al Mise è stato, come annunciato, una riunione di aggiornamento che è servita a fare il punto sulla definizione dell'accordo di programma e agli intenti di Jindal.

Illustrati ai sindacati i passi successivi. Per il 9 Luglio è stata fissata la riunione del comitato di sorveglianza che dovrà esprimere il parere sulla cessione delle quote. Il closing, con tanto di atto privato dal notaio per la cessione delle quote societarie, potrebbe avvenire tra il 16 e il 20 luglio

Contestualmente il commissario Nardi siglerà l'atto di rinuncia al contenzioso Cevital. Poi si passerà alla firma dell'Accordo di Programma da parte di tutti i soggetti istituzionali.

"Riteniamo prioritaria, come organizzazioni sindacali, la presentazione di un piano industriale definitivo per poter effettuare tutte le valutazioni e monitorarlo tramite un preciso cronoprogramma. - hanno commentato congiuntamente i sindacati - Il Ministero ci ha assicurato che il piano industriale ci verrá fornito in allegato all'Adp. L'altra prioritá é la copertura dell'intero periodo di realizzazione del piano industriale mediante opportuni ammortizzatori sociali. Consideriamo grave, per l'ennesima volta, l'assenza del Ministero del Lavoro per ottenere le garanzie di quanto richiesto. Riteniamo positivo che le concessioni portuali saranno proporzionate alla effettiva attuazione del piano economico e finanziario, così come riteniamo positivo che i finanziamenti predisposti dalle Istituzioni siano stati altresì collegati alla fase degli smantellamenti e della costruzione dei nuovi impianti".

Insomma, per molti aspetti secondo gli attori di questa vicenda l'incontro è stato positivo. Rimangono però in ballo ancora le questioni lavoro, ammortizzatori e ambiente che solo la presentazione del piano industriale potrà chiarire.

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