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Pignorati i conti Aferpi

Lo ha confermato il ceo di Aferpi Benikene. Mossa legata alle penali emesse per il fermo degli impianti che potrebbe ripercuotersi sui lavoratori

PIOMBINO — Pignorati i conti correnti bancari di Aferpi da parte del commissario della ex Lucchini Piero Nardi. Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda Aferpi legato alla questione delle penali emesse per il fermo degli impianti di produzione. A confermarlo è stato Said Benikene, ceo di Aferpi, che ha spiegato come l'atto sia "legato a pretese penali" per l'interruzione dell'attività produttiva e "non confermate da alcun doveroso accertamento giudiziale". 

"Si tratta di un atto non legato a nostre mancanze o inadempimenti nei confronti delle banche o di terzi", ha aggiunto Benikene puntualizzando che "riteniamo doveroso precisare che le penali sono state da noi prontamente contestate in quanto l'interruzione delle attività è stata solo parziale e soprattutto diretta conseguenza del diniego all'esportazione di valuta dall'Algeria e ciò costituisce notoriamente un evento di forza maggiore, con conseguente inapplicabilità di alcuna penale".

Questa mossa potrebbe mettere a rischio il pagamento degli stipendi e dei fornitori. Per il ceo di Aferpi il pignoramento richiesto dal commissario Piero Nardi è "un significativo indice della volontà di rendere difficili nei prossimi mesi i nostri pagamenti di stipendi e fornitori con l'evidente intento di sostenere l'insolvenza di Aferpi. Queste tecniche - ha concluso - si commentano da sole e ad esse ci opporremo con tutte le forze auspicando che lo stesso ministro intervenga nell'ambito di quanto da lui auspicato".


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