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Per Aferpi stipendi a rischio, cauti i sindacati

I sindacati interpretano nelle parole del ceo di Aferpi Benikene un tentativo di terrore mediatico. Urge un colloquio dopo il pignoramento dei conti

PIOMBINO — Il pignoramento dei conti di Aferpi per il mancato pagamento della panale da 3 milioni di euro per il fermo degli impianti ha suscitato molti dubbi sulle possibili ripercussioni sugli stipendi dei lavoratori. 

Per la Fiom la notizia lanciata alla stampa dal ceo di Aferpi Said Benikene "pare un bieco tentativo di terrorismo mediatico", e rispondendo alle parole del ceo che nelle dichiarazioni rilasciate prevedeva d'ora in po difficili i pagamenti di stipendi e fornitori i sindacati hanno ricordato che "i lavoratori ad oggi anche grazie alle loro incapacità gestionali, sono sostanzialmente retribuiti al 90 per cento della collettività, ossia dall’Inps".

Dalla Uilm, inoltre, fanno sapere che lunedì formalizzeranno una richiesta di chiarimenti all'azienda, anche tramite il commissario straordinario Piero Nardi. "Capisco la paura e preoccupazione - ha commentato sui social Lorenzo Fusco (Uilm) - ma occorre in questo momento cautela ed informarsi bene avendo senso di responsabilità in primis nei confronti dei lavoratori".

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