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I 5 Stelle vogliono Calenda a Piombino

Carlo Calenda

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha scritto una lettera aperta indirizzata al ministro dello Sviluppo economico per la questione Aferpi

PIOMBINO — La fine di Ottobre è alle porte e c'è una città intera in crisi e in attesa di conoscere quale sorte toccherà allo stabilimento e a migliaia di lavoratori diretti e dell'indotto. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha così scritto una lettera aperta diretta al ministro Carlo Calenda.

"Da quasi un decennio le industrie siderurgiche piombinesi stanno attraversando una complicata crisi, non stiamo a ripercorrere le varie fasi che hanno portato alla situazione odierna, fasi che peraltro lei ben conosce. Ci preme tuttavia sottolineare che anche l’ultima strada che ci era stata proposta, legata al gruppo Cevital, si è ormai rivelata impercorribile. - si legge nella lettera di cui si riportano alcuni estratti -  Troppe volte ci è stata presentata la luce in fondo al tunnel e per troppe volte questa luce si è trasformata in una bolla di sapone".

Stando all'accordo stipulato con l'addendum entro il 31 Ottobre Cevital dovrà presentare un nuovo e attendibile piano industriale, corredato da un piano certificato di finanziamento degli investimenti e un eventuale partner industriale per il settore siderurgico, pena la cessione del contratto.

"Da quanto abbiamo appreso, prima della sopracitata scadenza, Lei avrà un incontro con la proprietà dell’azienda che in quella sede le presenterà la documentazione richiesta oltre ad un eventuale nuovo partner industriale. - hanno aggiunto - Crediamo che sia doveroso e rispettoso nei confronti dei lavoratori e della città osservare la massima chiarezza e trasparenza, siamo quindi a chiederle di venire sul territorio a riferire gli esiti dell’incontro una volta avvenuto, nel più breve tempo possibile, in una pubblica assemblea, di fronte a lavoratori e cittadini". 

E proseguono: "La nostra città si sta chiedendo ormai da troppo tempo quale sarà il proprio futuro e pare ormai chiaro che la siderurgia non potrà più essere il cardine della tenuta occupazionale, futuro che in ogni caso non può prescindere dal recupero delle enormi aree occupate dagli impianti in disuso. Qualsiasi tipo di sviluppo economico non può essere programmato senza una fotografia chiara e realistica della situazione di partenza, crediamo quindi che sia inderogabile per la città avere un confronto diretto con la Sua persona. La Sua presenza sul territorio sarebbe la possibile testimonianza di un rinnovato impegno per la risoluzione della crisi economica del nostro territorio".


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