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Magona, incognita dopo le richieste dell'antitrust

Dall'Unione Europea la richiesta ad Arcelor Mittal di cedere lo stabilimento di Piombino per l'acquisizione dell'Ilva di Taranto

PIOMBINO — Quale futuro per Arcelor Mittal a Piombino? Se lo domandano le Rsu Magona e le segreterie Fim, Fiom e Uilm che hanno incontrato la direzione in merito alle indiscrezioni emerse intrecciate con l’acquisizione dell’Ilva di Taranto.

L’antitrust avrebbe chiesto ad Arcelor Mittal la cessione della Magona a Piombino per il rispetto delle regole sulla concorrenza sull’acquisizione dell’Ilva a Taranto, oltre all’uscita del gruppo Marcegaglia dalla cordata.

Dall’incontro però non sono emerse chiarimenti e tantomeno novità. Sono scattate le preoccupazioni sulle sorti del personale. Attualmente nella fabbrica lavorano 500 persone, i contratti di solidarietà scadranno il 31 marzo con possibile estensione al 30 settembre 2018.

A questo quadro si aggiunge l’interesse per lo stabilimento piombinese di Giovanni Arvedi, industriale dell’acciaio cremonese (leggi l'articolo correlato).

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