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Alta Valdera, la fusione a tre è fatta

Peccioli, Capannoli e Palaia probabilmente diverranno un unico Comune

PECCIOLI — Il tempo stringe, il 2 giungo scadrà il termine ultimo per ufficializzare la volontà di fusione tra i comuni. In Alta Valdera è quasi cosa certa la fusione tra Peccioli, Capannoli e Palaia. Le consultazioni tra i sindaci e le amministrazioni comunali sono già avviate da tempo e fatta eccezione per qualche puntualizzazione, entro la fine di questa settimana con molta probabilità sarà resa nota una posizione condivisa. Rimangono invece incerte le scelte che faranno gli altri tre comuni dell'Alta Valdera: Terricciola, Lajatico e Chianni. A non fare mistero della decisione di andare verso un fusione tra Peccioli, Palaia e Capannoli è il sindaco di quest'ultimo Filippo Fatticcioni che dice apertamente: “Da sempre a Capannoli siamo disponibili per qualsiasi ipotesi di fusione tra comuni, sia che si tratti di una nuova entità territoriale o che si riesca a ricalcare i confini del Parco Alta Valdera. Ovviamente non posso parlare per gli altri, ma questa per il Comune che rappresento è l'unica strada percorribile”. E le parole di Fatticcioni trovano in effetti una conferma nella legge regionale, dove chi non si fonde ed ha meno di 5mila abitanti, rischia di trovarsi nel 2014 con un matrimonio combinato dall'alto, ovvero di dover andare a fare comune unico con uno o più vicini di casa, che lo si voglia o meno. Alle parole di Fatticcini fa eco il sindaco di Peccioli Silvano Crecchi: “Da sempre sono d'accordo con il processo di fusione, dopo aver informato e consultato i cittadini come prevede la legge. E' bene che la popolazione sappia che, al di là delle scelte che faremo in questi giorni, alle prossime elezioni l'assetto degli enti locali in futuro qui da noi sarà sicuramente diverso. E' un anno che abbiamo cominciato a parlare di questo passaggio, ma poi per mesi tutto è rimasto in silenzio, ora che i termini stanno scadendo è indispensabile prendere delle decisioni. Con Capannoli abbiamo già trovato una linea comune e se tutto va bene, dovremmo riuscire a coinvolgere anche Palaia”. Insomma dalle parole di Crecchi si capisce che Chianni, Lajatico e Terricciola, non sarebbero interessati a unirsi e riproporre un comune unico dell'Alta Valdera, potrebbero aver preso altre decisioni. Quello che invece è rimasto indeciso fino ad ora, ma adesso sembra pronto a rompere gli indugi è il sindaco di Palaia Alberto Falchi. “Dobbiamo ancora confrontarci su alcuni aspetti legati alla rappresentatività, ma sicuramente entro il due giugno saranno sciolti gli ultimi nodi e procederemo con la fusione. Ho chiesto ai colleghi sindaci di chiarire prima di questo passaggio la questione della rappresentatività che il mio comune avrà nel nuovo soggetto amministrativo e di garantire gli interessi di tutti i cittadini in modo equo. Poi da parte mia, sciolto quest'ultimo nodo, si può procedere con la fusione, ovviamente se il referendum andrà in questa direzione. Nelle prossime sere – dice ancora Falchi – avremo una serie di riunioni importanti, ma entro la settimana sarà cosa fatta”. Anche perché se così non fosse i tempi per avviare il percorso di fusione potrebbero saltare. Il procedimento prevede che entro il 2 giugno i comuni interessati alla fusione formalizzino con una lettera alla Regione la loro volontà, poi comincia l'iter burocratico che entro il 31 dicembre 2013, dovrebbe portare prima al referendum popolare e in seguito alla fusione vera e propria. In consiglio regionale ci sarà un consigliere che dovrà seguire la pratica, una sorta di curatore del procedimento. Tra Capannoli, Peccioli e Palaia i nomi possibili sono due o Ivan Ferrucci o Pier Paolo Tognocchi, come lo stesso Falchi si lascia scappare. I vantaggi che derivano da una fusione sono molti tra incentivi economici e sgravi fiscali. Di sicuro però i tre comuni non sono tutti nelle stesse condizioni patrimoniali e potenzialità economiche. Peccioli è il municipio della discarica che ogni anno garantisce utili alla collettività. Capannoli può contare su un forte tessuto economico fatto di artigiani e attività commerciali, quello che al momento forse ha meno risorse è Palaia, ma dopo il matrimonio, è noto si fa cassa comune.

Anna Dainelli
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