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Luci spente al BuzziLab, il tessile trema

Foto Facebook Giorgio Silli

Le imprese del distretto preoccupate dallo stop al laboratorio di analisi dell'istituto Buzzi disposto in attesa di regolarizzarne lo status giuridico

PRATO — La notizia della sospensione dell'attività del BuzziLab di Prato è arrivata come una scossa di terremoto nel distretto tessile pratese e tra le multinazionali che al laboratorio di analisi dello storico istituto 'Buzzi' si rivolgono da tanti anni per far analizzare la qualità e la composizione delle fibre tessili. Lo stop è stato disposto a inizio settembre dalla dirigenza scolastica per una questione, già sollevata in precedenza, che riguarda lo status giuridico del laboratorio: in sostanza l'aspetto commerciale prevarrebbe su quello didattico. Da qui la necessità di trovare una nuova forma giuridica. Con quali tempi, però, ancora non si sa con precisione. 

Il caso è diventato subito anche politico, non solo in città. Il deputato di “Cambiamo” Giorgio Silli, pratese ed ex allievo dell'istituto, ha inviato al nuovo ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti un’interrogazione per sapere “quali provvedimenti urgenti intenda adottare per preservare una tale eccellenza didattica, riconosciuta nel settore del tessile di qualità, senza chiudere una realtà sana ed efficiente che, comunque, avrebbe effetti devastanti per il distretto produttivo pratese e danni difficilmente quantificabili sul breve e lungo periodo”. 

La questione è finita anche in Consiglio regionale con una mozione approvata all'unanimità e presentata dalla consigliera Ilaria Bugetti (PD) che dispone che a giunta toscana si attivi "nei confronti del Ministero dell’Istruzione affinché venga trovata rapidamente la soluzione migliore finalizzata a far ripartire il laboratorio di analisi del Buzzi, quale fondamentale centro di eccellenza internazionale e motore del distretto tessile, mantenendo il presidio nella città pratese, valorizzando il nesso positivo tra percorso formativo e lavoro, nonché valutando anche l’ipotesi di un sostegno da parte di un ente terzo”.

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