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Un milione con la Cgil, Roma chiama Firenze

foto clandestinoweb.it

Dalla Toscana in 40.000 contro il Jobs act. Gramolati: "Meritiamo ascolto". Bindi: "La Leopolda è imbarazzante". Cuperlo: "La piazza va ascoltata"

ROMA — La stima di un milione di partecipanti è stata diffusa dagli organizzatori e nessuno potrebbe negare che, in termini di partecipazione, la mobilitazione nazionale indetta dalla Cgil sia stata un successo, con centinaia di migliaia di lavoratori arrivati a Roma da tutta Italia per contestare il governo Renzi, il Jobs act, la nuova legge di stabilità.

I due lunghi rami del corteo che hanno sfilato per le vie di Roma si sono riuniti in piazza San Giovanni per il comizio del segretario della Cgil Susanna Camusso, concluso con il grido ''Al lavoro, alla lotta" seguito da applausi e da "Bella ciao" cantata in coro dai manifestanti.

"Non deleghiamo nessuno sul lavoro - ha dichiarato Susanna Camusso - il governo non si illuda, la Cgil c'è e ci sarà ancora nelle piazze per avanzare le proprie proposte, anche con lo sciopero generale. Questa piazza non è una passerella, è una piazza piena di gente che rivendica risposte. Se qualcuno pensa che quando questa giornata sarà finita potrà continuare a ignorarci, si sbaglia".

Quando, durante il comizio, Camusso ha chiamato in causa il presidente del consiglio Matteo Renzi, dalla piazza si sono levati centinaia di fischi.

"Lunedì ci sarà un incontro sulla legge di stabilità al ministero del lavoro - ha detto ancora Camusso - Il presidente del consiglio, evidentemente non contento dell'incontro precedente, ha chiuso la sala verde. Dovremmo dirgli 'stai sereno', non abbiamo rimpianti, non vogliamo la concertazione. Non vogliamo strapuntini".

La manifestazione si è svolta senza incidenti anche se alcuni studenti, usciti dal corteo, hanno bloccato il traffico in piazza Santa Maria Maggiore per qualche minuto, esponendo uno striscione con la scritta "La generazione senza diritti entra in scena" e provocando  qualche tensione con gli automobilisti.

Folta la rappresentanza toscana arrivata nella capitale e stimata dalla Cgil regionale in 40mila unità. “Una giornata straordinaria per il lavoro e la democrazia - l'ha definita il segretario toscano Alessio Gramolati - Non possiamo che essere orgogliosi che tanti toscani ne siano stati protagonisti. Una prova come questa merita ascolto e rispetto da parte di tutti, in primo luogo da parte del governo. Nelle democrazie avanzate funziona così".

Come annunciato, hanno preso parte al corteo anche molti rappresentanti della minoranza del Pd.

"Questa piazza va ascoltata - ha affermato il leader della Sinistradem Gianni Cuperlo - Mi auguro che in parlamento ci siano le condizioni per migliorare la delega sul lavoro".

"Sono qui per capire le ragioni di questo pezzo reale del paese - ha spiegato invece Rosy Bindi. E ai cronisti che le hanno chiesto se la sua partecipazione potrebbe creare qualche imbarazzo al Pd ha risposto: "Penso che più imbarazzante della contro-manifestazione della Leopolda non ci sia niente. Spero che Renzi ascolti questa piazza. Voterò la fiducia ma non voterò il provvedimento. Se la riforma del lavoro resta questa non la voterò".

Immediata da Firenze la replica del ministro del lavoro Maria Elena Boschi, intervistata dal Tg5.

"Qui ci sono migliaia di persone, non vedo nessuno di imbarazzante nè tantomeno in imbarazzo. Sono persone che si stanno ascoltando e confrontando. Anche questa è parte del Pd". E sulle divisioni interne al partito: "Non c'è nessuna conta e soprattutto non c'è nessuno scontro fra chi è in piazza e chi è alla Leopolda. Da lunedì saremo tutti insieme in parlamento".

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