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Slot Machine: 4 città toscane nelle top 20

Gli apparecchi costituiscono più della metà delle scommesse degli italiani: ormai più di 50 miliardi di euro vengono investiti ogni anno

TOSCANA — Degli 84 miliardi di euro utilizzati ogni anno dagli italiani per il gambling, il 56% sono per le slot machine. Una cifra pazzesca se si pensa che il volume di gioco mondiale è di circa 450 milioni, e quindi le macchinette italiane costituiscono un decimo della spesa totale. Abbastanza per parlare di un fenomeno di massa, senza dubbio.

Negli ultimi sette anni la spesa degli italiani per il gioco d'azzardo è aumentata del 12%, a testimoniare una tendenza alle scommesse sempre più diffusa. I dati riguardanti le slot machine dal 2008 a fine 2015 sono impressionanti: da 5,3 miliardi di euro annui a 6,7, per un trend inarrestabile (vedi dati Libro Blu Agenzia delle Dogane – Anno 2015). L'approvazione del nuovo regolamento sulle scommesse da parte di AAMS (datato 2011) ha portato all'apertura delle frontiere per accogliere siti stranieri e di conseguenza a un investimento maggiore da parte degli italiani. Se fino a quel momento il dominio slot poteva essere contrastato da altre specialità, oggi il vantaggio sull'avversario più vicino (il poker) è di quaranta punti percentuali.

Il primato è garantito da una fitta presenza sul territorio nazionale: una slot machine ogni 143 abitanti, senza contare che molti di questi non possono giocare per motivi anagrafici. La proliferazione di mini-casinò è ormai un dato di fatto, con Milano che è al primo posto per concentrazione di giocatori (17%) ma non per numero di apparecchi, superato dalla provincia di Roma. La densità maggiore si ha a Pavia, non a caso ribattezzata anche all'estero la “Las Vegas italiana”. Un titolo di tutto rispetto sicuramente, a cui la città lombarda (forte anche di un'alta concentrazione di universitari) non rinuncerà facilmente. 

In Toscana spicca, invece, il primato di Massa Carrara, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra il numero di mini-casinò e abitanti, pari a 1,45 esercizi dedicati per ogni 10mila abitanti. Nella top 20 rientrano anche Prato, al secondo posto nazionale per superfici occupate da ‘macchinette’, mentre Lucca e Pisa occupano rispettivamente la 18esima e la 20esima posizione.

Se la massiccia presenza di centri di gioco è decisiva, aiuta anche la forte spinta dell'online. Poker e casinò games hanno raccolto complessivamente 12,5 miliardi di euro, per una spesa netta di oltre 400 milioni di euro. Il successo del settore, frutto anche dell’aumento del payout e delle vincite, è da attribuirsi all’innovazione che diversi operatori hanno apportato alle loro piattaforme. Diversi siti, tra cui emerge 32Red, hanno puntato sul miglioramento degli effetti-audiovisivi e sull’associazione delle slot machine online a temi cinematografici o a videogame per incuriosire ulteriormente gli utenti. L’effetto della gamification adottato da 32Red, ma sfruttato anche da altri operatori attivi nel nostro paese, ha contribuito in maniera decisiva all’implementazione del bacino d’utenza nella Rete, avvicnando ulteriormente i giochi da casinò a quelli disponibili su console.

Che le slot machine siano un fenomeno di massa è testimoniato dalle statistiche sull'età dei giocatori in rete, con la categoria in testa (dai 25 ai 34 anni) che fa registrare solo il 19%. Ex aequo anche il numero di utenti over 65, mentre solo la fascia dai 18 ai 24 anni scende sotto il 15% fermandosi all'11. Il sesso del giocatore è generalmente maschio, con il 63% contro il 37% di quote rosa. A conferma comunque di quanto la febbre per le slot machine abbia contagiato cittadini di diversa posizione sociale, fascia d'età e sesso. Un fenomeno di massa appunto, che trova in Italia il suo apice. Non potrebbe essere altrimenti, in una nazione che fa degli eccessi la propria regola. Anche e soprattutto nel divertimento.

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