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Le scommesse online sono legali?

Sì, ma solo sui siti autorizzati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

TOSCANA — L'Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, nel suo studio pubblicato nell'anno 2015, ha dichiarato che, solo nella nostra regione, sono oltre 20.000 le persone interessate, a vari livelli, dal fenomeno del gioco d'azzardo confermando che questo è uno dei territori in cui il gioco ha assunto una dimensione patologica. 

Definito dall'Enciclopedia Treccani come "attività ludica in cui ricorre il fine di lucro", il gioco d'azzardo ha una storia antica - si pensi, per esempio, ai dadi (azzardo deriva dall'arabo az-zahr, che significa dado), ma si declina, oggi, perlopiù attraverso i giochi con apparecchi automatici o elettronici e attraverso il gaming online
In entrambi i casi, secondo la normativa europea, perché la scommessa possa essere considerata legale, è necessario che l'operatore abbia ottenuto regolare licenza da parte dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (AAMS), ossia il più alto organo dello Stato deputato a vigilare sul gioco. 
Qualsivoglia casinò online - Unibet, Snai, Bet635, per citare i top 3 bookmaker italiani - può esercitare la propria attività, quindi, solo dopo aver ottenuto tale licenza.
I siti web che non hanno avuto l'autorizzazione da parte dell'AAMS rientrano in quello che, a tutt'oggi, è il grande "buco nero" della legislazione italiana nell'ambito delle scommesse online e che vede contrapporsi le piattaforme autorizzate a quelle non autorizzate. Queste ultime vengono puntualmente oscurate dall'Agenzia delle Dogane, ma quel che appare davvero impossibile è un controllo totale del web per cui, per ogni sito oscurato potrebbe essercene uno nuovo, non autorizzato, da qualche parte su Internet... 

L'importanza della licenza AAMS nelle scommesse online
Oltre a tutelare legalmente i giocatori, la licenza ministeriale è particolarmente importante dal punto di vista fiscale. I casinò online autorizzati e con sede in Italia, infatti, sono tenuti a versare le tasse all'erario dello stato italiano, agendo anche nei confronti dei contribuenti come sostituto d’imposta, dato che le vincite vengono tassate alla fonte. Le società di gambling online che, invece, non hanno sede in Italia non sono tenute allo stesso comportamento fiscale per cui il giocatore, in caso di vittoria, è tenuto a dichiarare la propria vincita nel modello Unico PF. 
Altro caso ancora è quello del giocatore che vince su un sito non autorizzato e decide di incassare il montepremi in una banca estera. Il fisco, in questo caso, impone al contribuente di compilare solo la sezione 2 del modello RW, in caso di vincita non superiore ai 10.000 € e anche la sezione 3 in caso di importi superiori. 

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