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Toscana costiera, fare squadra, oltre la crisi

Aperto il confronto fra i sindaci di Pisa, Livorno, Grosseto e Piombino e la commissione Toscana costiera del Consiglio regionale

FIRENZE — All'inizio dell'audizione dei sindaci Emilio Bonifazi di Grosseto, Marco Filippeschi di Pisa, Filippo Nogarin di Livorno e Massimo Giuliani di Piombino, il presidente della commissione Antonio Mazzeo (Pd) ha affermato di voler condividere con i sindaci della costa il programma e il metodo di lavoro da seguire in commissione e per questo ha chiesto loro di indicare “le priorità del territorio, gli eventuali progetti che necessitano di una velocizzazione o dello sblocco per il completamento, idee e proposte soprattutto sui temi dell’economia, delle infrastrutture e del turismo, che saranno centrali per il piano strategico che vogliamo costruire entro la metà del 2016”.

“Due realtà come Pisa e Livorno non solo possono, ma devono lavorare insieme nell’ottica di area vasta costiera e di sviluppo e rilancio di quella parte di Toscana - ha dichiarato il presidente della commissione Antonio Mazzeo al termine dell'audizione - È anche per questo motivo che ritengo molto significativo aver riunito i sindaci di quelle due città insieme a quelli di Grosseto e Piombino per iniziare con loro a ragionare proprio in quest’ottica. Se davvero vogliamo che la costa toscana possa tornare a correre, non possiamo prescindere dal giocare di squadra tutti assieme. In questa partita il ruolo dei sindaci sarà centrale ed essenziale”. 

Mazzeo ha inoltre dato appuntamento a Milano per lunedì prossimo, 26 ottobre, all’iniziativa organizzata dall’Anci Toscana nell’ambito dell’Expo. “In quella sede”, ha detto, “illustreremo il programma operativo della nostra commissione”.

Il dibattito ha preso in via con l’audizione del sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, che ha evidenziato lo stato di crisi del proprio territorio affermando che “le priorità sono la conclusione della Tirrenica e del tratto da Grosseto a Siena della superstrada per Fano". Bonifazi, nel chiedere “innovazione ed investimenti”, ha ricordato che la provincia di Grosseto esprime più della metà dell’intera agricoltura toscana". E stimolato dalle domande del consigliere Roberto Salvini, Lega Nord, che ha sottolineato la vocazione agricola del Grossetano e della Maremma, il sindaco ha ribadito la necessità di non puntare solo sull’agricoltura, che “tuttavia rimane una voce fondamentale”, ma anche sul turismo, sul terziario e sulle altre attività produttive in sinergia con tutti i territori costieri. “Alla Regione chiesto delle scelte precise”, ha concluso Bonifazi, che ha inoltre sottolineato l’importanza dell’avvio a Grosseto del Centro di documentazione nazionale sugli Etruschi.

Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ha avviato la sua relazione affermando che “bisogna tenere conto di tre profili, tutti importanti, quello istituzionale, quello progettuale e quello di relazione tra le diverse aree della Toscana”. Secondo Filippeschi, essi sono in connessione. “Non si può infatti prescindere dalle radicali modifiche all’ordinnamento delle autonomie locali con il superamento delle Province e con l’istituzione delle Città metropolitane”, ha detto il sindaco di Pisa, che ha affermato come “la riforma non mira solo al contenimento delle spese ma anche alla riscrittura del sistema degli enti intermedi”. Tra questi, possono esserci, secondo Filippeschi, le Aree vaste, compresa quella costiera il cui scopo è “favorire lo sviluppo del territorio” a partire dalla connessione delle necessità. In un’ottica di sistema”, ha detto, “non solo i collegamenti viari e ferroviari da e per Firenze, oltre che con Livorno e il resto della costa, ma anche lo sviluppo dell’area aeroportuale di Pisa e del porto di Livorno, ad esempio, assumono una valenza diversa”.

Il consigliere Salvini, Lega Nord, ha tuttavia chiesto maggiore attenzione alla cura della Pisa di oggi “contro il degrado e l’incuria” e al suo sviluppo pur nel quadro di una politica comune con i territori circostanti. A sostegno di quanto esposto da Filippeschi, invece, si sono espressi i consiglieri Andrea Pieroni e Gianni Anselmi, entrambi del Pd.

Critico è stato il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che ha esordito annunciando che “il Comune di Livorno ha presentato ricorso al Tar nei confronti dell’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani Ato Toscana costa” con l’obiettivo di far annullare una recente delibera dell’Ato con cui si è approvato l’aggiornamento del piano straordinario regionale dei rifiuti”. Nogarin ha criticato le politiche regionali e ha sottolineato le difficoltà che, a suo dire, incontra il Comune di Livorno. Ha evidenziato la grande crisi della città affermando che “sono stato eletto sindaco proprio quando si proclamava la crisi complessa del territorio livornese” e che “dunque non si può attribuire alla mia amministrazione lo stato di grande depressione in cui versa la città”. Secondo Nogarin, la crisi di Livorno deve fatta propria dalla Regione, magari a partire dalla valorizzazione delle “tante eccellenze, come nel campo dell’ingegneria aerospaziale, che caratterizzano la città”. Al centro dello sviluppo della città, in ogni caso, rimane il porto e le infrastrutture, non solo viarie, ad esso connesse. “Necessita inoltre una sinergia effettiva con il porto di Piombino”, ha precisato Nogarin.

Rispondendo a Salvini, Lega Nord, secondo cui il porto rimane il fulcro della vita economica e sociale di Livorno, Nogarin ha affermato non sentirsi accerchiato ma indignato. Irene Galletti, M5s, si è invece espressa a sostegno del sindaco di Livorno sottolineando che “negli anni Livorno è diventata la Cartagine della Toscana”.

Ha chiuso le audizioni l’intervento del sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, il quale ha ricordato la grande crisi del comparto siderurgico e di riflesso della città di Piombino. “La chiusura dell’altoforno e la crisi del sistema delle acciaierie sono state un durissimo colpo per la città, che pure ha uno dei porti più importanti d’Italia per le merci rinfuse ed i passeggeri”. Tuttavia lo sviluppo di Piombino e dell’intera Valdicornia, secondo Giuliani, non può passare solo dal rilancio dell’industria siderurgica, comunque ritenuta importante, ma anche dal miglioramento delle infrastrutture, dal collegamento dello scalo piombinese con quello di Livorno, nonché con l’avvio di nuove sperimentazioni produttive. “Penso ad esempio alla green economy”, ha detto Giuliani, che ha anche sottolineato come “l’accordo di programma preveda 32 milioni di euro per l’implementazione di attività diverse da quelle collegate”.

Il consigliere Salvini, Lega Nord, ha sottolineato il rischio che il gruppo algerino proprietario degli stabilimenti di Piombino, il gruppo Cevital, possa trasferire gli impianti piombinesi in Brasile.

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