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Piero e Caravaggio nel segno di Roberto Longhi

Nel museo civico la mostra incentrata sugli studi del grande critico sui due artisti, molto diversi ma accomunati da una modernità senza tempo

SANSEPOLCRO — L'accostamento all'interno della stessa mostra dei capolavori di Piero della Francesca che fanno parte della collezione del museo civico con il Ragazzo morso da un ramarro di Caravaggio può sembrare azzardato ma in realtà, quando nelle sale si passa dai capolavori del primo al famosissimo dipinto del secondo niente sembra forzato o troppo facilmente commerciale. Il merito è della straordinaria chiave di lettura offerta dagli scritti e dai disegni di Roberto Longhi, parti integranti dell'esposizione curata dalla direttrice scientifica della fondazione Longhi, Maria Cristina Bandera, e allestita da Corrado Anselmi.

Roberto Longhi è uno dei critici che hanno fatto la storia dell'arte italiana, lo scopritore di Caravaggio, l'appassionato collezionista che, di Michelangelo Merisi, riuscì ad acquistare proprio il Ragazzo morso da un ramarro, ora di proprietà della fondazione. Su Piero della Francesca invece Longhi scrisse nel 1927 uno monografia considerata una pietra miliare degli studi sull'artista.

La mostra di Sansepolcro mette in evidenza l'innovazione che segnò la geniale produzione dei due artisti e  la sensibilità, la chiaroveggenza di Longhi nel riconoscerle e trasformarle, attraverso i suoi studi e pubblicazioni, in patrimonio comune di conoscenza.

L'esposizione, promossa dal Comune e organizzata da Civita con un catalogo edito da Marsilio, resterà aperta al pubblico fino al 4 giugno.

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