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Sanità, mancano 40 milioni, Sì Toscana all'attacco

I consiglieri regionali Sarti e Fattori: "Bilancio in rosso, perseverare è diabolico". Ma l'assessore Saccardi replica: "Chiuderemo in pareggio"

FIRENZE — Fine anno, tempo di bilanci. In una durissima nota, i consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti attaccano l'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi e la giunta Rossi.

“Alla sanità toscana mancano 40 milioni per chiudere il bilancio in pareggio - si legge in una nota di Sarti e Fattori -  Ma stavolta niente tesoretti per ripianare il disavanzo per cui la Toscana rischia seriamente il piano di rientro. Si prospettano, aggiungiamo noi, nuovi tagli ai servizi e alle prestazioni sanitarie”.

“Non sarebbe la prima volta - proseguono Sarti e Fattori -. A parte la nota vicenda dell’ASL di Massa e i 'colpettini' ai bilanci di altre aziende sanitarie, ricordiamo tutti la variazione al bilancio di previsione 2016, dovuta alla bocciatura del MEF del bilancio sanitario 2015 e alla richiesta di ricopertura del disavanzo di 72 milioni di euro legata alla quota di pay back”. 

“Vicenda che determinò, oltre al ricorso al solito fondo di riserva, lo svincolo di risorse aziendali e il taglio di centinaia di progetti territoriali - sottolineano i consiglieri di Sì Toscana a sinistra . riguardanti settori importantissimi come la non autosufficienza e la disabilità, le dipendenze, il miglioramento delle liste di attesa, ecc. Servizi che non sono stati, nonostante le rassicurazioni dell’Assessore alla Sanità, mai ripristinati in molti territori”.

“Per anni si è voluto far credere che la nostra sanità primeggiasse tra gli altri sistemi sanitari regionali, all’apice nelle varie performance nazionali - concludono Sarti e Fattori - e invece ci ritroviamo con un sistema sempre più privatizzato, con sempre meno qualità, precarietà del lavoro, tagli alle prestazioni e ai servizi, e spese fatte più sulla scia di esigenze elettorali che non di meditate capacità di spesa, come i costosissimi farmaci per l’epatite C. Nonostante una riorganizzazione sanitaria sbandierata come una panacea, ora non abbiamo neanche i conti in ordine e si rischia il commissariamento”.

All'attacco di Siì Toscana sinistra ha immediatamente replicato l'assessore Saccardi.

"Il rischio che la sanità toscana non chiuda anche quest'anno il bilancio in pareggio non esiste - ha dichiarato l'assessore - I 40 milioni di euro che mancano sono impitabili ad un aumento della spesa farmaceutica ospedaliera. Stiamo mettendo in atto una serie di correttivi".

"Questo aumento della spesa probabilmente corrisponde a uno scarso controllo o a un eccessivo acquisto di farmaci - ha detto ancora l'assessore - Su alcuni farmaci più semplici, esclusi gli oncologici o quelli per l'epatite, potremmo pensare di utilizzare gli equivalenti che sono anche meno costosi. Nel processo di unificazione delle aziende sanitarie evidentemente c'è stata qualche difficoltà nel controllo della spesa farmaceutica che ogni mese ammonta a 85 milioni di euro. Comunque abbiamo tutti il tempo di recuperare. Quella del ripiano è un'ipotesi che non prendo neppure in considerazione".

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