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Accordo sulla Sammontana: salvi 35 posti di lavoro

Ridotto sensibilmente anche il ricorso alla cassa integrazione. Per i 25 esuberi rimasti sarà attivato un percorso di accompagnamento alla pensione

EMPOLI — Ridurre il più possibile il numero degli esuberi per evitare che alcuni lavoratori si trovassero completamente senza lavoro e senza reddito: è stato questo il senso del lavoro svolto in queste settimane da Cgil, Cisl e Uil con i vertici della Sammontana.

A trattativa terminata, sono state individuate 25 persone che, per la loro condizione occupazionale, si trovavano prossime o vicine alla pensione. Per loro è stato previsto un percorso di accompagnamento alla pensione tramite la mobilità, che si svilupperà fino alla fine del 2017. 

Per rendere praticabile questa strada è stato essenziale il contributo di Sammontana che ha deciso di investire risorse proprie per favorire questo accompagnamento. L'azienda infatti contribuirà con un incentivo forfettario di 15.000 euro lordi a lavoratore per l'anno 2015 che si andranno ad aggiungere ai 950 euro netti mensili che ognuno di loro riceverà per la mobilità. Nel 2016 l'azienda interverrà con 1200 euro lordi al mese per ogni lavoratore che si andranno ad aggiungere agli 850 euro netti mensili di mobilità, nel 2017 con 1400 euro lordi mensili a lavoratore che si andranno anche loro ad aggiungere agli 850 euro netti.

Un contributo importante insomma che dimostra la volontà dell'azienda Sammontana di non voler solo tamponare la situazione in attesa del momento giusto per passaggi ancora più drastici, ma di voler tornare competitiva riducendo i costi per provare a rilanciarsi quando la situazione economica lo permetterà. Ciò è testimoniato dall’importante investimento, quantificabile in circa 3 milioni di euro, che riguarda lo stabilimento di Empoli, che vedrà l’istallazione di una nuova linea di produzione dei coni baby, prodotto di punta dell’Azienda.

Notizie positive ed importanti anche per quanto riguarda la cassa integrazione che inizialmente doveva coinvolgere un massimo di 220 dipendenti per 13 settimane a zero ore ed oggi in virtù dell’accordo raggiunto sarà ridotta e avrà un impatto minore sul reddito dei lavoratori.

L’accordo raggiunto, sottoposto al voto dei lavoratori Sammontana in un'affollata assemblea, prevede, insieme all’”accompagnamento alla pensione “ dei 25 lavoratori, anche la “reinternalizzazione” di alcune funzioni, oggi esternalizzate, con il conseguente ricollocamento di 5 persone. L’azienda ha richiesto di poter effettuare il prossimo rinnovo contrattuale aziendale legato ad obiettivi, come previsto dal contratto nazionale degli Alimentaristi, contratto aziendale che vedrà una moratoria per i prossimi 2 anni. I lavoratori che verranno assunti dopo la firma di questo accordo rientreranno nel nuovo sistema di contrattazione aziendale.

La crisi della Sammontana, giunta come un fulmine a ciel sereno alla fine di settembre, è stata provocata dalla crisi generale che non risparmia nessun settore ma anche da una stagione impietosa da un punto di vista climatico e da un cambio di tipologia di mercato che, complice anche la crisi, privilegia i prodotti delle grandi catene alimentare piuttosto che quelli delle grandi marche.

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