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"Salvini si dimetta, nuova maggioranza possibile"

Matteo Renzi in una conferenza stampa in Senato ha rilanciato l'appello a formare un nuovo governo. "L'accordo parlamentare non è un tradimento"

ROMA — Qualche ora prima del voto in Senato sulla calendarizzazione della comunicazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che Lega e Fratelli d'Italia vorrebbero già il 14 agosto per accelerare i tempi della crisi, Matteo Renzi in una conferenza stampa a Palazzo Madama ha rilanciato l'appello a trovare un accordo per trovare una maggioranza che porti a un nuovo governo. Di che tipo ancora non si sa e lo stesso Renzi, che si è presentato ai giornalisti come "ex presidente del Consiglio", ha detto: "Non mi impicco alle formule. Qualcuno dice istituzionale, qualcuno dice di legislatura, io lo definisco No Tax".

Parole che servono anche a smorzare i toni rispetto a una giornata, quella di ieri, in cui la proposta dell'ex premier di un governo che durasse il tempo di fare la manovra per poi tornare a votare era stato respinto senza troppi complimenti dal segretario nazionale del PD Nicola Zingaretti. "Zingaretti ha avanzato due richieste: che vi sia unità e che sia la segreteria a gestire questo passaggio. Mi sembrano richieste condivisibili", ha detto oggi Renzi che dalla sua ha la maggioranza dei parlamentari. 

Da qui anche la sicurezza sul voto in Senato, deciso ieri dalla presidente Casellati dopo la mancata unanimità nella conferenza dei capigruppo: "Io non darò alibi a nessuno per fare saltare l'accordo che il tabellone di Palazzo Madama mostrerà stasera essere possibile, per questo i senatori oggi in Aula scopriranno che il ministro dell'Interno non vuole votare oggi in Senato perché è in minoranza".  

Quindi la stoccata al vicepremier, ministro dell'interno e capo della Lega: "La svolta che Salvini ha impresso alla politica italiana è fallita, si dimetta". 

Sono ore, insomma, di grandi manovre all'interno dei partiti ma anche nei rapporti di forza tra le forze politiche che si stanno riorganizzando sull'onda della crisi aperta la scorsa settimana dopo la spaccatura sul voto della Tav. Sono ore, soprattutto, in cui si attende di capire, e lo diranno i numeri, se esiste o meno un'altra maggioranza come sostenuto da Renzi. 

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