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Conte ha rimesso il mandato, tensione alle stelle

La rinuncia dopo il no del presidente della Repubblica a Paolo Savona ministro dell'economia. M5S e Lega in rivolta. Alternativa Cottarelli

ROMA — Il premier incaricato Giuseppe Conte ha rimesso il mandato di formare il nuovo governo giallo-verde quattro giorni dopo averlo ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Il braccio di ferro con Mattarella sui nomi dei ministri, in particolare quello di Paolo Savona, in lizza per l’Economia e considerato ostile all’Europa e all'euro, è culminato nel tardo pomeriggio con una rottura e la decisione del docente dell'Università di Firenze di abbandonare l’incarico da premier.

"Ringrazio gli esponenti delle due forze politiche per avere fatto il mio nome. Vi posso assicurare di avere profuso il massimo sforzo, la massima attenzione per adempiere a questo compito" ha detto Conte al termine di una giornata frenetica che ha visto sia il leader del M5S Di Maio che quello della Lega Salvini salire al Colle per parlare con il presidente della Repubblica a sostegno la scelta di Savona. 

Alla fine proprio Mattarella, vistosamente irritato, ha incontrato i mezzi di informazione, ricostruendo tutta la vicenda, ricordando di essere stato estremamente disponibile alle indicazioni di Conte sulla lista dei ministri e di aver negato il suo consenso solo alla nomina di Savona. Mattarella ha sottolineato che spetta a lui decidere se e quando tornare alle urne e ha annunciato che nelle prossime ore prenderà “un’iniziativa”. Ovvero giocare la carta del governo del presidente. È quindi probabile che il presidente affidi un altro incarico, questa volta a una figura politicamente trasversale, per creare un governo "neutrale" che possa traghettare l'italia a nuove consultazioni politiche entro la fine dell'anno dopo aver approvato una nuova legge elettorale. Il nome è saltato fuori subito: Carlo Cottarelli, ex commissario per la spending review, convocato al Quirinale per lunedì.

Durissime le reazioni del Movimento 5 Stelle e della Lega che hanno definito la decisione di Mattarella "incomprensibile e antidemocratica" e invocato nuove elezioni. Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, pur non partecipando all'intesa sul governo naufragato, ha ipotizzato la messa in stato di accusa del presidente.

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