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Intesa nazionale per rendere i vaccini obbligatori

Accordo raggiunto fra Stato e Regioni per l'accesso a nidi e materne. Ma crescono i contrari. Su Facebook il gruppo Genitori del No Toscana"

ROMA — Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi lo ha definito un accordo storico ed in effetti l'intesa siglata fra Stato e Regioni per predisporre una nuova legge nazionale che renda obbligatori tutti i vaccini previsti dal piano di prevenzione nazionale è stata approvata all'unanimità. La legge punta a rendere le vaccinazioni un requisiti indipensabile per iscrivere i bambini agli asili nido e alle materne, sulla scia di quella approvata la scorsa settimana dalla giunta regionale toscana e ora all'attenzione del Consiglio e di altre già adottate a livello locale.

L'obbligo di vaccinarsi per iscriversi alle scuole dell'obbligo è stato in vigore in Italia  per più di trent'anni, dal 1967 al 1999. Poi decadde. L'Emilia Romagna è stata la prima Regione a varare nuovamente una legge sull'obbligatorietà, seguita dal Comune di Trieste, dal Friuli Venezia Giulia e, presto, dalla Toscana.

Va detto però che l'annuncio della Regione Toscana e poi l'accordo fra Stato e Regioni ha provocato subito contestazioni e proteste.

L'associazione di categoria Codacons è pronta a dar battaglia contro l'eventuale legge nazionale. "Ricorreremo in ogni sede contro una norma del genere - ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi - Ci rivolgeremo anche alla Corte europea per i diritti dell'uomo: questa iniziativa è una violenza contro le famiglie".

A livello toscano, è subito nato un gruppo Facebook "Genitori del No iToscana" che presto fonderà un vero e proprio comitato. Sul fronte politico invece, i primi a prendere posizione contro i vaccini obbligatori sono stati i 5 Stelle, prima attraverso il gruppo in Consiglio regionale e poi attraverso il sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

“L'assessore Saccardi, il presidente Rossi e il Pd regionale vogliono negare l’accesso ai nidi d’infanzia, alle scuole d’infanzia e persino ai servizi integrativi per la prima infanzia (spazio gioco, centro per bambini e famiglie, servizio educativo domiciliare) ai bambini non vaccinati per 13 patologie, quindi ben oltre le 4 obbligatorie nazionali - ha scritto in una nota il consigliere regionale Andrea Quartini - Chiederemo che il percorso di approvazione in Consiglio regionale passi da audizioni di medici, infettivologi, dirigenti sanitari, forze dell’ordine, dirigenti scolastici e genitori, ovvero tutte le figure coinvolte dall’iniziativa del Partito Democratico. Perché nella pratica parlare di obbligo significa che un bambino non vaccinato iscritto al secondo anno di asilo, a settembre - se non avrà iniziato a farsi 13 vaccini in pochi mesi con buona pace del consenso informato - potrebbe trovare alla porta della scuola le forze dell’ordine a impedirgli l’accesso. Un’aberrazione inutile, inattuabile visti i numeri del fenomeno – migliaia di piccoli – ma soprattutto lesiva di diritti civili costituzionali e del rapporto fiduciario tra cittadini ed operatori sanitari”.

Anche il consigliere regionale di Forza Italia Stefano Mugnai, vicepresidente della commissione sanità, ha criticato la nuova legge toscana.

"La giunta regionale l’altra sera ha varato la propria proposta di legge  - ha dichiarato Mugnai - Ma ora quel testo deve  affrontare tutto un iter che, prima dell’approdo nell’aula del Consiglio regionale, lo vedrà passare come minimo al vaglio della commissione sanità, a cui per altro nulla è ancora stato trasmesso. Questione non di giorni: di settimane per non dire mesi. Peccato che invece, intanto, entro il 31 gennaio i Comuni debbano definire e pubblicare i criteri di accesso agli asili nido e alle scuole d’infanzia: come potranno fare, stante l’assenza di una palla di vetro? Questa giunta legifera per spot e annunci ma non tiene in alcun conto tempi e scadenze interistituzionali che impattano direttamente sulla vita di tante famiglie".

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