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Lamioni, il candidato che aspetta il sì di Silvio

Elezioni regionali, Forza Italia non scioglie le riserve sull'aspirante governatore proposto da Ncd e sulle alleanze: doppio nodo Lega Nord e Fdi

FIRENZE — Tutto sospeso. E tutto, ancora, in silenzio. La fine di febbraio come temine per l'ufficializzazione della scelta del candidato governatore di Forza Italia sembra quasi certamente destinata a slittare. Almeno fino all'8 marzo. Una data non a caso. Perché proprio quel giorno Silvio Berlusconi terminerà di scontare la sua pena e recupererà la piena agibilità politica. E potrà quindi prendere in mano la partita in prima persona.

Lo scenario interno al centrodestra toscano, infatti, è a oggi frammentato come non mai. Forza Italia e Ncd hanno scelto il presidente della camera di commercio di Grosseto Giovanni Lamioni (senza peraltro ufficializzarlo), la Lega ha già schierato Claudio Borghi mentre Fratelli d'Italia punta su Giovanni Donzelli. Tre candidati dentro a un'unica teorica coalizione, insomma, che numeri alla mano risultano decisamente troppi, soprattutto tenendo conto dei paletti imposti dalla nuova legge elettorale.

Il "Toscanellum", infatti, prevede come soglie di sbarramento il 5% per i partiti che si presentano da soli e il 3% per quelli in coalizione a patto che quest'ultima raggiunga il 10%. E così, proprio in virtù di questo, le varie anime del centrodestra toscano stanno studiando la soluzione migliore per essere relativamente certe di poter entrare nel parlamento regionale.

Gli scenari, stando alle indiscrezioni che trapelano in questi giorni, potranno essere sostanzialmente due. Il più probabile è che la Lega prosegua, col traino di Salvini, nel suo cammino solitario (certa di superare lo sbarramento del 5%) mentre Forza Italia e Ncd lavorino per trovare una mediazione con Fdi, magari proprio intorno al nome di Lamioni, mettendo così in piedi una coalizione capace di superare il 10% e di portare in consiglio il candidato presidente in quota Ncd e, se riuscirà a superare la soglia del 3%, anche almeno un esponente di Fdi. 

L'altra ipotesi è una "forzatura" di Berlusconi con Salvini per provare a recuperare (anche) il rapporto con la Lega. In gioco, in questo caso, entrerebbe anche la partita del Veneto con l'ex Cavaliere che potrebbe giocare l'arma del ricatto e minacciare di sostenere la candidatura del leghista ribelle Flavio Tosi contro quella "ufficiale" dell'altro leghista Luca Zaia se non sarà possibile un'alleanza in Toscana. In quel caso, per non rischiare di compromettere definitivamente le possibilità di confermare il Veneto stesso, Salvini potrebbe allora decidere di "suggerire" un passo indietro a Borghi e dare l'ok a un'unica coalizione di centrodestra. 

Scenario, quest'ultimo, che appare in ogni caso alquanto difficile sia perché la candidatura Borghi è già ufficialmente partita sia perché il leader della Lega ha a più riprese detto e ribadito che non vuole alcuna alleanza con Ncd.

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