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Profughi, delegazione Pd a Budapest

L'europarlamentare toscano Nicola Danti ha visitato con alcuni colleghi i campi di accoglienza rifugiati al confine tra Ungheria e Austria

FIRENZE — La spedizione è stata finalizzata a raccogliere in prima persona testimonianze della drammatica situazione dei profughi, portando la solidarietà dell’Europa a chi ancora viene respinto con muri e filo spinato.

I membri del Partito Democratico (oltre a Nicola Danti, i senatori Mauro del Barba e Roberto Cociancich) hanno raggiunto Budapest nella serata di sabato e da lì, con l’aiuto delle associazioni di volontariato, si sono spostati verso le frontiere.

Dopo la visita ai campi di accoglienza e alla stazione di Hegyeshalom dove ogni giorno arrivano treni carichi di migliaia di migranti, la delegazione Pd ha raggiunto  il confine croato e infine ha visitato, col supporto di Unhcr e delle ong presenti sul territorio, il tratto di confine con la Serbia dove il governo ungherese sta costruendo la contestatissima barriera. 

Danti e i due senatori hanno oltrepassato la sorveglianza ungherese e raggiunto la barriera, ribadendo in modo simbolico il no del gruppo democratico alla costruzione di muri sul suolo europeo (vedi foto).

“La politica dello scaricabarile del governo ungherese sui rifugiati è inaccettabile - ha commentato Nicola Danti - e sta aggiungendo difficoltà e sofferenze inutili in una situazione già al limite che, con l'arrivo dell'inverno e l'esaurimento delle scorte delle ong, rischia di peggiorare nelle prossime settimane".

"La barriera di filo spinato sul confine tra Serbia e Ungheria ha semplicemente allungato il viaggio dei rifugiati che devono passare attraverso i campi minati croati, e hanno reso più difficile il lavoro di assistenza delle organizzazioni umanitarie - ha sottolineato Danti -  L'affermazione del premier Viktor Orban di rispettare le normative europee non corrisponde alla realtà: i rifugiati che entrano dalla Croazia vengono semplicemente caricati sui treni e fatti scendere a Hegyeshalom, a tre chilometri dal confine austriaco di Nickelsdorf, dove le persone devono continuare a piedi". 

"Questa mattina a Hegeyeshalom sono arrivate già 1600 persone con un treno e in giornata si attendono altri dieci treni - ha raccontato l'europarlamentare -  Con le nuove leggi volute da Orban i volontari possono soccorrere i feriti solo quando sono segnalati dalle forze dell'ordine e la Croce Rossa Ungherese lamenta che il Governo ungherese non vuole dare le risorse per permettere di acquistare le attrezzature per l'inverno". 

"Le autorità austriache invece stanno lavorando bene per gestire i flussi ma c'è il rischio che la chiusura del confine tra Ungheria e Crozia provochi un altro dirottamento dei rifugiati verso la Slovenia e questo, insieme all'abbassamento delle temperature, rischia di peggiorare la situazione radicalmente nelle prossime settimane -  ha concluso Danti - L'Unione europea deve vigilare sul rispetto dei diritti umani. L'Europa della solidarietà e dell'umanità è più forte dell'Europa dei muri e del filo spinato. La bandiera europea stona proprio nel suo sventolare sopra le file di profughi "accolti" in un clima di terrore da militari, mezzi armati e filo spinato".

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