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Morì sotto al blocco di cemento, due condanne

Due anni di reclusione, con pena sospesa, per gli imputati per la morte Gino Nisticò, l'operaio che perse la vita decapitato da un muro di cemento

PISTOIA — Gino Nisticò perse la vita nel novembre del 2010 in un incidente sul lavoro: rimase decapitato da un muro di cemento armato. E oggi, dopo sette anni, sono arrivate le condanne. 

Due anni di reclusione (pena sospesa) per i due imputati condannati in primo grado, Franco Lolli, amministratore della società immobiliare S.Agostino, proprietaria dell'immobile, e per il socio Roberto Tonti. La condanna è per omicidio colposo per violazione delle norme in materia antinfortunistica. Condannata al risarcimento dei danni anche la società immobiliare.

Gino Nisticò, artigiano di 65 anni, perse la vita l'11 novembre 2010, schiacciato da un muro di cemento armato che gli crollò addosso mentre stava lavorando in appoggio ad una ditta di infissi che doveva sostituire una grande finestra di un laboratorio di pasticceria nell'area industriale di S.Agostino a Pistoia.

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