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Le sintonie pittoriche di Marini e Mirò

Apre i battenti, tra le sale del Palazzo del Tau, la mostra “Miró e Marino. I colori del Mediterraneo” per Pistoia Capitale della cultura

PISTOIA — Due artisti, due amici si ritrovano a Pistoia, a distanza di oltre mezzo secolo, uniti da un percorso di accordi e assonanze, dalla vocazione e dal bisogno incontenibile di esprimersi attraverso i linguaggi e i segni della pittura. 

Nell’anno di Pistoia Capitale della Cultura italiana il Museo Marino Marini, diretto da Maria Teresa Tosi, in collaborazione con il Comune di Pistoia, la Fondazione Miró di Barcellona e la Fondazione Miró di Palma, presenta la mostra “Miró e Marino. I Colori del Mediterraneo", una colossale operazione culturale che per la prima volta ospita in Italia i capolavori di Marino e Miró, opere provenienti da varie aree del mondo concesse da fondazioni, poli museali e collezionisti privati.

La mostra, curata dalla Fondazione Marino Marini, è contestuale all’evento espositivo “Marino Marini. Passioni Visive”, allestito negli spazi di Palazzo Fabroni. Un doppio riflesso del talento scultoreo e pittorico, amplificato negli obiettivi di due manifestazioni artistiche di rilievo internazionale. 

La mostra rimarrà aperta fino al 7 gennaio 2018. Il catalogo, edito dalla Fondazione Marino Marini, riporta i contributi critici di Ambra Tuci e Francesco Guzzetti, quest’ultimo chiamato anche a scrivere il saggio “Espressionismi” per il catalogo “Marino Marini. Passioni Visive”.

Tra le sale del Palazzo del Tau le opere di Miró, scelte e individuate per la presenza di elementi affini a quelle del maestro pistoiese, riveleranno un’amicizia di pensiero e di pennello che i due artisti iniziarono a coltivare sin dagli anni ’50.

Il dialogo sull’arte tra Italia e Spagna si infittisce di inedite testimonianze anche grazie alle corrispondenze epistolari tra Marino e Miró, conservate come documenti di alto valore storico-culturale nell’archivio della FondazioneMarino Marini. La mostra è il primo passo di un lavoro di ricerca teso ad approfondire i rapporti che legano Marino all’arte del ‘900 e ai suoi protagonisti.

Miró e Marino si incontrano e si frequentano negli anni Cinquanta negli spazi e attraverso le opportunità di conoscenza, scambio e confronto, proposte dall’atelier di Fernand Mourlot a Parigi. E’ qui che entrambi, insieme a Chagall, Picasso e ad altri grandi maestri contemporanei, si recavano per stampare le loro litografie. Un incontro da cui è scaturito poi un rapporto amichevole e caloroso, attestato anche dal racconto biografico della moglie Marina.

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