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Moschea, non si farà il referendum

I garanti del Comune hanno rigettato l'istanza presentata da un comitato di cittadini contrari alla Moschea a Porta a Lucca, è polemica

PISA — "Sul referendum per la realizzazione della moschea il Comune di Pisa ha fatto ostruzionismo come una squadra di calcio che nasconde il pallone per provare a fermare avversari più forti. 

Continueremo a stare a fianco dei cittadini nel chiedere fino all'ultimo spiraglio che il referendum si faccia, ma temiamo che il Pd farà ancora muro. E se la consultazione non ci sarà, i cittadini sappiano che il referendum sulla moschea saranno le prossime elezioni amministrative". E' quanto affermano il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli e il consigliere comunale Filippo Bedini, commentando la decisione dei garanti che nei giorni scorsi ha rigettato la richiesta dei promotori, un gruppo di cittadini che si era costituito in comitato.

"Il Pd sta mettendo in campo una gravissima forzatura istituzionale per eludere lo svolgimento di un referendum chiesto legittimamente e nei tempi giusti - sottolineano gli esponenti di Fratelli d'Italia - la sinistra ancora una volta usa le istituzioni per tutelare i propri interessi anche negando, come sta accadendo in questo caso, le più elementari regole di democrazia.

Dopo un quesito già rigettato e tanti rinvii ingiustificati, ha del grottesco addurre come motivazione del rinvio l'imminenza delle elezioni politiche ed amministrative. Comunque vada se i pisani la vorranno la moschea si realizzerà, altrimenti no - concludono Donzelli e Bedini - noi continueremo a chiedere il rispetto delle regole democratiche e, in un modo o in un altro, il Partito democratico si dovrà sottoporre al giudizio degli elettori, anche sulla questione della moschea". 

Il progetto presentato dalla comunità islamica di Pisa prevede la realizzazione, in autofinanziamento, di una moschea in uno spazio dove prima sorgevano attività artigianali, nel quartiere di Porta a Lucca, nei pressi degli impianti sportivi del Cus Pisa, non distante dal centro cittadino e dalla Torre Pendente.

"Ancora in battaglia, assolutamente democratica, in difesa del buon diritto dei cittadini di poter esprimere la loro opinione. Per i referendum comunali non si applicano le regole e i limiti di tempo (1 anno prima delle elezioni e 6 mesi dopo), dei referendum abrogativi nazionali. E se i Garanti erano comunque di questa opinione, allora perché non lo hanno fatto presente a luglio? In realtà ci sono ancora i tempi per poter firmare e votare, in pieno ed assoluto rispetto della Costituzione e dello Statuto comunale. Però è chiaro, ormai tutti hanno capito che ‘qualcuno’ evidentemente non è propenso a dare la parola ai cittadini (residenti a Pisa). Il tempo che passa è certamente perso, ma non si può non procedere, non ci si può più nascondere, la città è di tutti. Noi come comitato promotore rispetteremo quale che sia il risultato del referendum. Pisa merita questa pagina di grande partecipazione e trasparenza, merita una campagna referendaria informativa aperta a tutti i pensieri e a tutte le posizioni in merito. Adesso si può e si deve procede celermente", ha detto il portavoce del comitato Manuel Laurora.

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