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Manuel Laurora lascia il gruppo della Lega

Il consigliere comunale rimasto seduto durante il minuto di silenzio per le vittime dell'Olocausto farà parte del Gruppo Misto

PISA — Manuel Laurora, eletto come indipendente nelle fila della Lega e protagonista di una polemica legata alla Giornata della Memoria ( è rimasto seduto durante la commemorazione delle vittime ) si iscrive al Gruppo misto e rappresenterà "Il Popolo Decide", comitato che si batte contro la realizzazione della Moschea a Porta a Lucca.

Laurora ha spiegato la sua decisione con un post su facebook ( lo potete leggere sotto ) dove spiega, ancora una volta scusandosi, di non volere mettere in difficoltà la Lega.

E proprio dal numero uno della Lega in Toscana Susanna Ceccardi arriva la puntualizzazione:
"“A nome mio e della Lega stigmatizzo con tutto lo sdegno di cui sono capace il vergognoso gesto di Manuel Laurora, il consigliere comunale che in occasione del minuto di silenzio per le vittime della Shoah non si è alzato in piedi insieme ai colleghi consiglieri. 

Al contempo voglio precisare che il signor Laurora non è un nostro iscritto, è stato eletto in Consiglio comunale come indipendente e che, dal momento stesso in cui ha compiuto quel gesto sconcertante, non fa più parte del Gruppo consiliare della Lega a Pisa. 

Rinnovo infine, qualora ce ne fosse bisogno, alla luce delle numerose strumentalizzazioni che leggo su qualche organo di informazione, la nostra vicinanza al popolo di Israele e il forte sentimento di solidarietà che ci lega a tutte le vittime e tutti i popoli che, per un motivo o per l’altro, sono stati vittima di quella tragica vicenda storica.”

“Il fatto che Laurora non si dimetta e in qualche modo rimanga in maggioranza con l’avallo di quest’ultima, è scandaloso – afferma l'unione comunale del Pd –. Il Pd pisano sostiene l’iniziativa del proprio gruppo consiliare e delle altre opposizioni: è importante aver chiesto un incontro al prefetto e ci attendiamo, nell’ambito delle sue prerogative, un’azione significativa. Promuoveremo altre iniziative – concludono dal Pd – coinvolgendo tutta la città e tutte le associazioni che si sono sentite umiliate da un gesto incompatibile con un luogo democratico”.

"Il Sindaco Conti ha intenzione di continuare a utilizzare il voto di chi esprime e ribadisce concetti così antitetici rispetto alla nostra Costituzione? Se così fosse, al di là dello smarcarsi soltanto a parole, nella pratica cosa avrebbe fatto il Sindaco per separare il proprio profilo politico da un messaggio non solo politicamente così delirante? Per il bene delle cittadine e dei cittadini, da "cittadinofila" mi auguro una scelta di campo netta del Primo Cittadino e un recupero di lucidità e di equilibrio da parte del Consigliere", dice la consigliera regionale Pd Alessandra Nardini. 

 "E' indegno che un membro di un organo democratico quale è un Consiglio comunale esalti un libro che è alle radici della II Guerra mondiale e dell'Olocausto. Così come è intollerabile che quel consigliere non si sia alzato per il minuto di silenzio in memoria della Shoah: a Pisa, in Toscana, dove enormi sono i lutti e le perdite causate della furia nazifascita". La vicepresidente della Regione e assessore alla cultura, Monica Barni, stigmatizza l'uscita del consigliere comunale di Pisa che ha dichiarato il suo apprezzamento per il Mein Kampf di Hitler.

"Certo che spiega molte cose quel libro – prosegue Barni -: come si possono uccidere la libertà e la democrazia, fondando uno stato sull'inesistente concetto di razza, e aiuta a capire, se mai si potrà capire, come si possa giungere a fare dello sterminio pianificato una strategia politica. C'è un senatore che nei giorni della Memoria ha ritirato fuori l'osceno ciarpame antisemita dei protocolli di Sion, una studiosa di storia ebraica ha ricevuto sputi per strada da un uomo con una svastica tatuata sul braccio: sta montando un clima pericoloso nel nostro Paese, e nessuna sottovalutazione può essere ammessa".

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