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Pensare europei, tra tecnica e politica

Giornata di workshop per i 50 ragazzi toscani in visita al Parlamento Europeo. Occhi puntati sul TTIP, sulla governance e sull'incubo disoccupazione

BRUXELLES — Se la prima giornata di Pensare europei ha permesso ai ragazzi di misurarsi con alcuni eurodeputati dei più diversi schieramenti politici, interrogandoli sui temi caldi dell'attualità politico economica dell'Unione, oggi è stata la volta dei tecnici, che a Bruxelles certo non mancano.

Dopo aver visitato i locali di quello che sta per diventare il Ministero degli Esteri dell'Unione, ovvero la sede in cui lavora l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza d'Europa, Federica Mogherini, i ragazzi hanno preso parte a due workshop molto specifici: uno sulla governance europea e uno sul TTIP, il trattato di interscambio internazionale che l'Europa sta mettendo a punto insieme agli Stati Uniti.

Un tema quest'ultimo molto caro all'europarlamentare Pd, Nicola Danti, organizzatore di Pensare europei e membro della Commissione mercato interno, che è un po' il corrispettivo dello Sviluppo Economico in Italia.

Per tutelare i prodotti europei in generale e italiani in particolare, in questi mesi Danti ha messo a punto un provvedimento per l'introduzione delle certificazioni Dop, anche al di là del settore agroalimentare. "L'idea - ha spiegato Danti - è quella di estendere le certificazioni di qualità anche a prodotti della manifattura tradizionale e artigianale. Dalle pelli ai tessuti, ma soprattutto ai prodotti finiti: scarpe, borse, manufatti". In questo modo secondo Danti si potrebbe mettere in sicurezza un settore fondamentale per l'economia di alcuni paesi europei, Italia su tutti, puntando sulla qualità della manodopera. "Ci sono però molte resistenze - ha sottolineato Danti - date dal fatto che in Europa sono sempre meno i paesi che producono direttamente beni artigianali. Basti pensare che in  Belgio, è notizia di pochi giorni fa, non esiste più alcun produttore di scarpe". 

Si tratta solo di un esempio, ma che secondo Danti spiega bene il motivo per cui è importante il ruolo dell'Europa anche in chiave di tutela di specificità nazionali. "La vera sfida oggi, però - conclude l'europarlamentare toscano - è quella della lotta alla disoccupazione giovanile. E in questo senso saranno fondamentali da un lato i 300 miliardi che Junker vuole investire sulla crescita, dall'altro il lavoro dei parlamenti nazionali per modificare il mercato del lavoro interno".

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