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Bruciò viva la ex compagna, la sentenza

Vania Vannucchi

E' stato condannato a trent'anni di carcere per Pasquale Russo, l'uomo che l'estate scorsa trucidò Vania Vannucchi, morta per le gravissime ustioni

LUCCA — La tragedia che costò la vita a Vania Vannucchi, 46 anni al momento della morte, risale al 2 agosto scorso. Secondo la ricostruzione dell'accusa, il suo ex compagno Pasquale Russo, 47 anni, non aveva accettato la fine della relazione e la convinse ad incontrarlo con la scusa di riconsegnarle un telefono cellulare. Invece, quando i due si ritrovarono uno di fronte all'altro, scoppiò un violento litigio. Poco dopo l'uomo cosparse di benzina l'ex fidanzata e appiccò il fuoco, provocandole ustioni nel 90 per cento del corpo. Vania morì in ospedale dopo due giorni di agonia.

Sono passati dieci mesi ed è arrivata la sentenza: Russo è stato condannato con rito abbreviato a scontare trent'anni di carcere.  La pubblica accusa aveva chiesto l'ergastolo e non è escluso che presenti ricorso in appello.

L'omicida, rinchiuso nel carcere di Prato, non era presente all'udienza conclusiva del processo a suo carico. L'uomo aveva lavorato per una cooperativa di servizi di cui era stata dipendente anche Vania prima di diventare operatrice sanitaria nell'ospedale di Pisa. La donna era separata dal marito ed aveva due figli.

Il delitto avvenne intorno alle 13 in un piazzale situato sul retro del vecchio ospedale di Lucca, il Campo di Marte. Russo avrebbe dovuto restituire a Vania il cellulare della madre. Ma ben presto i due cominciarono a litigare, Vania decise di andarsene e mentre si allontanava il suo carnefice le corse dietro, la cosparse di benzina e dette fuoco. Poi fuggì. 

Vania fu soccorsa da alcuni passanti e poi trasportata in ospedale. Nelle ore successive fu lei stessa a fare il nome del suo aggressore agli inquirenti. Pasquale Russo fu così arrestato nella sua abitazione di Segromigno in monte. In un interrogatorio successivo ammise di aver gettato la benzina sulla ex ma dichiarò di non averle dato fuoco e di non aver avuto intenzione di ucciderla. 

I giudici non gli hanno creduto.

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