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Un bambino toscano su quattro è sovrappeso

L'assessore regionale Saccardi ha presentato l'indagine Okkio alla salute 2016. I padri che mangiano troppo sono più del doppio rispetto alle madri

FIRENZE — Un bambino toscano su 4 è in eccesso di peso, poco più di 3 su 5 fanno una colazione sana, solo 3 su 10 fanno un'attività fisica sufficiente. Sono alcuni dei risultati dell'indagine OKkio alla salute edizione 2016, la quinta dal 2008, presentati stamani dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi assieme a Giacomo Lazzeri del Dipartimento di medicina molecolare e dello sviluppo dell'Università di Siena.

Per realizzare le indagini gli operatori sanitari sono andati nelle scuole e hanno pesato e misurato l'altezza di 1.903 alunni delle classi terze (8-9 anni). Bambini e genitori hanno poi risposto ad alcune domande su abitudini alimentari e attività fisica quotidiana. Ecco così delineate le abitudini alimentari più diffuse non solo fra i più piccoli ma fra le loro mamme e i loro babbi.

Il 21,4 per cento dei bambini toscani è risultato sovrappeso e il 5,6 per cento obeso. Quindi l'eccesso ponderale complessivo risulta del 27 per cento contro il 30,6 del dato nazionale. Nel 2008 era il 29,5 per cento.

I dati riferiti dai genitori mostrano invece che il 19,3 per cento delle madri e il 41,4 per cento dei padri è in sovrappeso. Quasi la stessa proporzione per l'obesità: 4,5 delle delle madri contro l'8,4 dei padri. Quando almeno uno dei due genitori è in sovrappeso, il 21,8 per cento dei bambini risulta in sovrappeso e il 6,6 per cento obeso; quando almeno un genitore è obeso, il 32,3 per cento dei bambini è in sovrappeso e il 13,2 per cento è obeso.

Per quanto riguarda l'alimentazione, la percentuale di bambini che consuma una merenda di metà mattina adeguata, costituita da un frutto o uno yogurt, è aumentata nel tempo, passando dall'11,2 per cento del 2008 al 50,5 per cento nel 2016. Ma sono ancora pochi i bambini che assumono 5 porzioni di frutta o verdura al giorno, come raccomandato dalle linee guida internazionali, anche se la percentuale è cresciuta nel tempo, arrivando all'11,2 per cento nel 2016, tre punti in più della media italiana. 

Il 28,5 per cento dei bambini consuma abitualmente bevande zuccherate e/o gassate (erano il 41,3% nel 2010), contro una media nazionale del 36,3 per cento.

I dati raccolti nel corso dell'indagine evidenziano che il numero di bambini definiti "fisicamente non attivi" è diminuito in maniera significativa, passando dal 21,9 per cento del 2008 al 9,7 per cento dell'ultima raccolta dati. La percentuale di bambini che hanno giocato all'aria aperta il pomeriggio precedente all'indagine, dopo un iniziale aumento è sostanzialmente stabile negli anni: sono il 76,6 per cento nel 2016.

Sei bambini toscani su dieci vengono accompagnati a scuola con la macchina, mentre solo il 24 per cento, la mattina dell'indagine, ha riferito di essersi recato a scuola a piedi o in bicicletta. 

Anche se inferiore alla media nazionale, la percentuale di bambini con la tv in camera è alta: 42,4 per cento in Toscana (erano il 49,6 per cento nel 2008), 43,6 per cento in Italia. 

Un terzo dei bambini guarda la tv e/ gioca con i videogiochi per più di 2 ore al giorno, con un incremento di 7 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione del 2014 (28,7 per cento).

I genitori non sempre sono consapevoli dei problemi relativi al peso dei propri figli: il 39,5 per cento delle madri di bambini sovrappeso e il 3 per cento delle madri di bambini obesi non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale.

Il sonno. Fonti e istituzioni internazionali raccomandano che i bambini in età scolare dormano almeno 9-10 ore a notte. I dati regionali ci dicono che i bambini toscani dormono in media 9,27 ore. A livello nazionale, il 13 per cento dei bambini dorme meno di 9 ore per notte, in Toscana l'11,3 per cento.

Le indicazioni per le famiglie

Ecco i consigli che i ricercatori che hanno condotto l'indagine danno alle famiglie:

- preparare una buona colazione

- dare una merenda leggera a metà mattina, come uno yogurt o un frutto

- proporre 5 volte al giorno frutta e verdura, durante e fuori dai pasti

- favorire in famiglia il consumo di acqua

- ridurre il consumo di bibite zuccherate

- fare in modo che il bambino svolga almeno un'ora al giorno di gioco in movimento e attività fisica

- evitare che utilizzi la tv o i videogiochi per più di 2 ore in un giorno

- fare in modo che dorma almeno 9 ore a notte

- controllare regolarmente dal pediatra peso e altezza.

Alcune azioni educative regionali finalizzate a favorire nei bambini stili di vita salutari sono state presentate ieri alla Fiera Didacta, in particolare si ricordano i progetti per le scuole primarie:

- "Sport e scuola compagni di banco" e "Stretching in classe", finalizzai a promuovere l'attività fisica;

- diffusione delle linee guida regionali sulla ristorazione scolastica. Attraverso il sito www.pranzosanoascuola.it si promuove l'informazione in tema di sana alimentazione a favore di genitori e insegnanti delle scuole;

- laboratori "Bambini in movimento", in collaborazione con Uisp regionale, intende favorire l'attività fisica anche per bambini in eccesso ponderale (in corso di attivazione).

Il ruolo dei pediatri

Nell'ambito della promozione di corretti stili di vita e della prevenzione delle patologie che coinvolgono i soggetti in eccesso ponderale fin dall'età pediatrica, la Regione ha attivato dal 2010 un progetto di medicina di iniziativa con i pediatri di famiglia, che annualmente controllano tutti i bambini di 10 anni e attivano uno specifico percorso assistenziale per i bambini in eccesso di peso. Questo, per contrastare l'insorgenza dei rischi correlati al sovrappeso.

I dati 2016 riferiscono che i bambini sottoposti al Bilancio di Salute dei 10 anni sono stati complessivamente 20.897 (pari all'84% degli assistiti di 10 anni in carico ai pediatri di famiglia) e che i follow-up eseguiti sono stati 1.953.

Alla luce dei risultati conseguiti negli anni e vista l'importanza strategica, il progetto è inserito nel Piano Regionale di Prevenzione.

Dal 2018 il percorso è stato rimodulato, e partirà dai 6 anni. A partire dal 1 gennaio 2018, la valutazione dello stato ponderale dei bambini sarà effettuata dal pediatra di famiglia nell'ambito del Bilancio di salute dei 6 anni e i follow-up dei soggetti individuati in sovrappeso o obesi saranno effettuati fino al Bilancio di salute dei 10 anni.

Ai fini della promozione di corretti stili di vita e per facilitare l'accesso all'attività sportiva, infine, lo stesso accordo prevede che i certificati medici per l'attività sportiva non agonistica rilasciati dai pediatri di famiglia ai bambini di età superiore ai 6 anni in eccesso ponderale, considerati funzionali al percorso assistenziale, saranno a carico del SSR e non dell'assistito.

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