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Scandalo rifiuti, la Regione punta all'Ato unico

L'assessore all'ambiente Fratoni conferma la costituzione di una commissione d'inchiesta regionale per verificare tariffe e servizi resi ai cittadini

FIRENZE — Il presidente della Regione Enrico Rossi lo aveva annunciato subito dopo che la procura fiorentina aveva scoperchiato il giro di corruzione intorno alla gara da 3 miliardi e mezzo di euro bandita e aggiudicata dall'Ato rifiuti Toscana Sud (vedi articoli collegati). L'assessore all'ambiente Federica Fratoni lo ha confermato oggi in Consiglio regionale: le risultanze dell'inchiesta impongono una revisione dell'assertto istituzionale e territoriale delle Autorità di ambito dei rifiuti (attualmente sono tre: Toscana Centro, Toscana Costa e Toscana sud)  nonchè la “creazione di un ambito unico”. E non è finita qui: la Regione intende costituire anche una commissione d'inchiesta per “accertare la congruità tra tariffe applicate e il servizio reso ai cittadini".

Al termine della comunicazione dell'assessore, il Consiglio ha approvato a maggioranza la risoluzione presentata dal Partito Democratico in cui si ribadisce la necessità di costituire la commissione d'inchiesta e di rivedere l'organizzazione apicale del settore.

“Con questa risoluzione – ha spiegato Stefano Baccelli, presidente della commissione Ambiente – invitiamo la giunta ad attivare l’azione ispettiva tecnica e riferire quanto prima i risultati alla commissione competente del Consiglio, ovvero la commissione Ambiente, perché siamo ben consapevoli della gravità della situazione e sottoscriviamo la necessità di attivare un’azione di monitoraggio e verifica sul corretto operato dell’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti dell’ATO Sud Toscana e sulla congruità del sistema tariffario. Per quanto riguarda l’ipotesi della costruzione di un ATO unico, condividiamo l’indirizzo della giunta, ma chiediamo di trovare un nuovo punto di equilibrio per cui serve aprire un confronto con i Comuni per rappresentare al meglio le esigenze dei territori. Impegniamo poi la giunta anche a continuare a garantire adeguati processi di decentramento verso i Comuni al fine di consentire a tutte le zone in cui si articola il territorio di poter vedere rappresentate le proprie necessità sulla programmazione e gestione del servizio".

“La raccolta dei rifiuti deve essere sempre garantita ed è in quest’ottica che deve essere valutata anche la nomina del nuovo direttore pro tempore" ha spiegato l'assessore.

Il riferimento è al nuovo direttore dell'Ato Toscana sud, Enzo Tacconi, nominato dopo le dimissioni di quello finito agli arresti domiciliari.  “La nomina di Tacconi, che risulta non indagato, consentirà la gestione del servizio in attesa della nomina del nuovo direttore" ha chiarito Fratoni, sottolineando come, nell’ultimo anno, la Regione abbia messo in atto una profonda riorganizzazione delle funzioni amministrative svolte dall’ente, riproponendo la centralità del ruolo regionale nella programmazione e attuazione delle politiche in molte materie, compresa la gestione dei rifiuti.

Come già fatto per il servizio idrico attraverso la costituzione dell’Autorità regionale (Ait), la Regione sta quindi lavorando all’unificazione del servizio dei rifiuti per raggiungere “un maggior coordinamento e una maggiore semplificazione amministrativa del sistema di regolazione su scala regionale”.

La revisione della normativa di settore, ossia della legge regionale 69/2011 che ha istituito le tre autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, porterà all’istituzione di tre conferenze territoriali (coincidenti con gli attuali Ato) che assicureranno rappresentatività territoriale, svolgeranno funzioni di indirizzo e proposta oltre ad individuare i componenti dell’assemblea dell’Ato unico. Un regime specifico transitorio assicurerà la continuità delle attuali gestioni mantenendo in essere gli affidamenti operati e consentendo la conclusione delle procedure in atto.

Questo percorso sarà attuato anche attraverso il confronto con il territorio. “Il comune obiettivo – ha concluso Fratoni - deve essere l’apertura di una nuova fase nella gestione dei rifiuti urbani a livello regionale”.

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