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Inchiesta Consip, arrestato l'imprenditore Romeo

la sede della Consip

E' accusato di aver corrotto un dirigente. Perquisita l'abitazione dell'imprenditore fiorentino Carlo Russo. Indagati Luca Lotti e Tiziano Renzi

ROMA — Sono stati i carabinieri e la guardia di finanza a eseguire questa mattina l'arresto di Alfredo Romeo su disposizione della procura di Roma. Da tempo gli inquirenti della capitale indagano su presunte irregolarità nell'assegnazione di alcuni appalti da parte della Consip, la centrale di spesa della pubblica amministrazione che fa capo al ministero dell'economia (vedi articoli collegati). A carico dell'imprenditore sarebbe stato disposto anche il sequestro patrimoniale di centomila euro. In particolare Romeo è accusato di aver corrotto un dirigente della Consip, Marco Gasparri, per ottenere l'aggiudicazione di alcune gare.

Le forze dell'ordine hanno anche perquisito casa e ufficio di uno dei consulenti di Romeo, l'ex parlamentare di An Italo Bocchino, e dell'imprenditore farmaceutico di Scandicci Carlo Russo, amico di famiglia di Tiziano Renzi, padre dell'ex premier. Bocchino, Russo e Renzi sono indagati per traffico di influenze illecite. Nella stessa inchiesta sono invece indagati per rivelazione di segreto d'ufficio il ministro dello sport Luca Lotti, il comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette e il il comandante della legione dei Carabinieri in Toscana Emanuele Saltalamacchia.

"La forza corruttiva di Romeo è ampliata dalla sua conclamata rete di conoscenze istituzionali ad altissimo livello - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare di Romeo - Conoscenza che, all'evidenza, utilizza in modo spregiudicato per orientare a suo vantaggio l'agire della pubblica amministrazione".

Al centro dell'inchiesta c'è un appalto da 2 miliardi e settecento milioni di euro di cui Romeo si è aggiudicato tre tranche per un importo di circa 600 milioni. L'indagine è scaturita da un'altra inchiesta della procura di Napoli su presunte tangenti in un appalto per l'ospedale Cardarelli e per altri lavori pubblici.  Le intercettazioni e la scoperta di alcuni appunti gettati nell'immondizia da Romeo hanno portato ad aprire un fascicolo anche sulla Consip e a scoprire una preseunta rete di relazioni sospette fra i vertici della Consip, i generali dei carabinieri, il ministro Lotti, l'imprenditore fiorentino Carlo Russo e lo stesso Tiziano Renzi. 

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