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Mukki, i timori di Confagricoltura e Cgil

L'associazione e il sindacato preoccupati per il possibile acquisto di Granarolo. L'assessore Salvadori: "Obbligati a vendere dalla Finanziaria"

FIRENZE — "Se, come crediamo, l'interesse è rivolto alla grande distribuzione, si rischia l'annientamento della nostra filiera e a rischio ci sarebbero l’attività di oltre 500 addetti al settore impegnati in circa 40 aziende del territorio cuore della produzione della Centrale del latte".

Giacomo Matteucci, referente Confagricoltura Toscana in Mugello, non usa giri di parole. E in merito alla manifestazione d’interesse di Granarolo spa per l’acquisto delle quote della Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno di proprietà del Comune di Pistoia esterna tutte le sue preoccupazioni. " Granarolo non è mai stata interessata ad un marchio territoriale e non credo che farà concorrenza nel mercato con il latte del Mugello" aggiunge. 

I timori più grossi sono quelli relativi ai costi. " I nostri produttori hanno un costo fuori mercato a causa dell’orografia del territorio che comporta per noi la necessità di una costante salvaguardia per impedire dissesti nelle zone rurali - spiega ancora Matteucci - Gli allevamenti del Mugello, negli ultimi anni, hanno investito molte risorse economiche e umane nel miglioramento del prodotto per raggiungere standard qualitativi elevati che, in alcuni casi, come per il Mukki Mugello Alta Qualità, arrivano a toccare livelli di eccellenza"

Ultimo, ma non certo meno importante, "il timore – conclude Matteucci – che in questo percorso, si possano insediare figure speculative, orientate solo alla conquista di nuove quote di mercato, ma non realmente interessate all’acquisto e all’utilizzo del latte prodotto nella provincia". 

Una linea che trova sostanzialmente concorde anche la Cgil. "Granarolo in Toscana ha circa il 7% delle quote di mercato, noi oltre il 40%: è chiaro che l'azione è quella di fagocitare la nostra fetta passando dal nostro marchio, che è quello di riferimento" spiega Alessandro Baroncini, delegato Cgil nella Rsu di Mukki. La paura, secondo il sindacalista, " non è tanto per la privatizzazione in sé, una linea che in generale può vederci d'accordo, ma perche' il marchio in questione e' un concorrente di mercato troppo vicino alla Mukki". 

La questione, in questo caso, si fa geografica, perché "lo stabilimento di Granarolo dista da Firenze appena 100 chilometri " e a suo dire sarebbe "uno spazio troppo stretto", soprattutto in ottica occupazionale. "Dentro Mukki - conclude Baroncini - lavorano 170 dipendenti per un indotto che conta un migliaio di posti di lavoro

L'assessore regionale all'agricoltura, Gianni Salvadori, dal canto suo, ha spiegato che riguardo alla partecipazione regionale "noi siamo obbligati dalla finanziaria nazionale, dagli indirizzi nazionali a cedere tutto quello che non è strategico nella nostra presenza". Di fronte a un simile obbligo, la scelta sarà quindi quella di "tener conto degli interessi del territorio, partendo da ciò che fa grande il territorio e la Mukki latte, che sono gli allevatori del Mugello".

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