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Mazzette all'Enel di Brindisi, indagato un toscano

foto Greenpeace USA

Nell'ambito di un'inchiesta che ha già portato a 5 arresti, un dirigente originario di Pistoia avrebbe chiesto una tangente da cinquantamila euro

BRINDISI — La Guardia di Finanza ha messo in atto perquisizioni e sequestri di documenti a carico di due dirigenti della centrale Enel di Brindisi indagati per corruzione nell'ambito di un'inchiesta sugli banditi dalla stessa società. Le indagini sono iniziate dopo una denuncia presentata dell'imprenditore Giuseppe Luigi Palma.

Uno dei due è il responsabile dell'Unità business della centrale, il pistoiese Fausto Bassi, indagato per corruzione in concorso con Fabio De Filippo, originario di Sarzana, in provincia di La Spezia.

Secondo i pm, Bassi avrebbe richiesto a Palma il pagamento di cinquantamila euro in blocchi da diecimila, da versare in parte in un periodo coincidente con il suo matrimonio mentre De Filippo avrebbe chiesto e ottenuto attrezzature fotografiche per un valore di 2.300 euro. In cambio i due avrebbe autorizzato l'emissione di stati di avanzamento dei lavori non del tutto corrispondenti al vero rispetto alle opere commissionate all'impresa Palma Asfalti.

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