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Impasse Ato Costa, segretari Pd all'attacco

"Incomprensibili scelte campanilistiche non frenino un progetto sul quale da anni lavoriamo" dicono Bacci e Sonetti, segretari Pd a Livorno e Pisa

LIVORNO — "Risulta inconcepibile quanto accaduto ieri in seno all’assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Costa: dopo il lungo e approfondito lavoro svolto negli anni dall’organismo assembleare, legato alla definizione del percorso di gara ed alla prospettiva di attivazione del gestore unico di ambito RetiAmbiente, percorso che ha visto coinvolte non solo le Amministrazioni locali ma anche il nostro partito, con numerosi passaggi a livello regionale, ci troviamo oggi a dover analizzare una situazione di impasse determinata dalla decisione di 17 Sindaci che rivendicano come nobile gesto l’aver disertato l’assemblea dell’autorità".

Lo dicono con una nota congiunta i due segretari Pd di Livorno e Pisa, Lorenzo Bacci e Massimiliano Sonetti, commentando quando avvenuto ieri a Pisa, dove l'assemblea dell'Ato Costa rifiuti non si è svolta perchè 17 sindaci del Pd, per lo più della provincia lucchese, hanno deciso di disertare l'incontro mentre i sindaci di Livorno, Viareggio e Carrara se ne sono andati in polemica con l'opportunità di bandire una nuova gara per individuare un partner privato all'attuale gestore Reti Ambiente, società formata dalle aziende locali di raccolta rifiuti Ascit, Sea, Esa, Ersu, Geofor e Rea.

"Come segretari delle federazioni del Partito Democratico di Livorno e Pisa, non riteniamo ammissibile un comportamento del genere, privo di rispetto nei confronti degli altri Sindaci presenti (alcuni provenienti dall’Isola d’Elba), nei confronti delle proprie comunità (visto che è in quella sede che sul tema della gestione dei rifiuti i Sindaci sono chiamati ad esercitare la rappresentanza loro delegata) e, infine, nei confronti di quanto condiviso a livello politico, per l’ennesima volta, non più tardi dello scorso mese di settembre, nell’incontro tenutosi presso la sede regionale del Partito Democratico".

"Scorrettamente e in modo politicamente incomprensibile, se si tiene di conto che non più tardi di venerdì scorso siamo venuti a conoscenza della sentenza del TAR Toscana che, in relazione al caso “AAMPS”, ribadisce la legittimità del percorso intrapreso, questi 17 Sindaci, hanno di fatto deciso di minare alle fondamenta un iter determinatosi sulla base di procedure democratiche e suffragate da complesse attività di carattere istruttorio", dicono ancora Bacci e Sonetti.

"La legge regionale è la cornice entro la quale muoversi: efficienza, economicità di scala e condivisione ambientale degli obiettivi, i risultati da raggiungere.

Risultati per i quali le nostre comunità stanno attendendo da troppo tempo, a causa di un susseguirsi di sterili rivendicazioni che sanno tanto di difesa di piccoli campanili, lontani anni luce dalla strategia politica affermata a livello nazionale e regionale dal nostro Partito, che guarda agli ambiti ottimali come dimensioni ideali nello svolgimento di servizi essenziali come quello legato al ciclo dei rifiuti e che vede nella collaborazione tra soggetti pubblici e partner industriali la possibilità di raggiungere risultati altrimenti impossibili".

Infine l'affondo dei due segretari:

"Se sarà confermata l’impossibilità di operare da parte dell’Assemblea dei Sindaci, pur manifestando disagio nel dover prendere atto dell’incapacità di superare antistorici campanilismi da parte di amministratori appartenenti al nostro stesso partito, chiediamo come prevede la Legge che siano attivati i poteri sostitutivi da parte della Regione Toscana".


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