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L'omaggio toscano alle vittime delle foibe

Seduta solenne a Palazzo del Pegaso del Consiglio regionale per celebrare la Giornata del Ricordo in memoria della tragedia istriana

FIRENZE — Una terra che visse drammaticamente la seconda Guerra mondiale ma che è italiana a tutti gli effetti. Così, citando Dante che già nel 1300 riconosceva le estremità geografiche dell'Italia verso Pola, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani ha aperto la seduta solenne dedicata al Giorno del Ricordo e alle oltre 400mila persone che nel 1943 furono costrette a lasciare le terre dell'Istria e della Dalmazia e in molte furono gettate vive nelle foibe.

"Queste vicende parlano del nostro tempo. E' necessario un nuovo umanesimo ed una nuova Europa che parlino al mondo - ha affermato il presidente della Regione Enrico Rossi - Per i giovani dobbiamo portare al centro la speranza e la costruzione di un'Europa con obbiettivi credibili, basata sul rispetto degli individui, in grado di garantire lavoro e diritti sociali".

Oltre a Giani e Rossi, durante la seduta solenne è intervenuti il docente dell’Università degli studi di Trieste Stefano Pilotto, esperto di storia e problemi dell’Europa Centro-Orientale e dei Balcani e da sedici anni direttore del corso “Origini”, destinato ai discendenti degli emigrati italiani nel mondo.

La giornata coincide anche con un altro “momento tristissimo”. Il 10 febbraio di 31 anni fa veniva assassinato, sotto i colpi delle brigate rosse, il sindaco toscano Lando Conti

Il presidente, ringraziando le molte personalità invitate e intervenute tra cui il procuratore generale della Repubblica di Firenze Marcello Viola e il comandante regionale carabinieri forestale Toscana, Giuseppe Vadalà, ha ricordato le parole scritte dal “nostro illustre concittadino Dante Alighieri, nel IX canto dell’Inferno: Sì come ad Arli, ove Rodano stagna, sì com’a Pola, presso del Carnaro ch’Italia chiude e suoi termini bagna”. “Questo geografo straordinario, padre della lingua italiana, nel 1300 riconosceva le estremità della identità italiana”. “Stiamo parlando – ha continuato – di terra italiana a tutti gli effetti e storicamente data, una terra che visse drammaticamente la seconda Guerra mondiale”. “Oggi – ha concluso – conserviamo e rinnoviamo la memoria di una tragedia italiana”.

Durante la seduta del consiglio il capogruppo di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli è uscito dall'aula perchè il presidente Rossi, a detta del consigliere, avrebbe vergognosamente dato la colpa delle foibe al fascismo.  

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