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La Toscana laboratorio di progresso e di civiltà

Al teatro della Compagnia il Consiglio regionale si è riunito per celebrare l'abolizione della pena di morte e delle tortura in Toscana nel 1786

FIRENZE — La modernizzazione è stato il tema centrale della seduta solenne del Consiglio regionale in occasione della Festa della Toscana che, ogni anno, celebra l’abolizione della pena di morte e della tortura sancita  il 30 novembre del 1786 dal granduca Pietro Leopoldo. 

Particolarmente vario il programma di quest'anno: agli interventi istituzionali del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e del presidente della Giunta regionale Enrico Rossi si sono aggiunti un monologo di Simone Cristicchi sulla pena di morte, un cortometraggio in anteprima nazionale e la consegna dei riconoscimenti alla comunità di Sant’Egidio e all'associazione Nessuno tocchi Caino. Il governatore Rossi ha voluto ricordare anche l'ultima vittima di un incidente sul lavoro, Mauro Giannetti, morto pochi giorni fa in una cava di marmo di Carrara.

In apertura di seduta il presidente Giani ha letto il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Subito dopo, è stato proiettato il cortometraggio Eye for an eye, di Steve Bache, Mahyar Goudarzi, Louise Peter, che racconta, in animazione, la storia di Frederick Baer, da più di dieci anni nel braccio della morte in Indiana in attesa dell’esecuzione.

Una testimonianza forte e di straordinaria crudezza, come ha detto il presidente Giani aprendo il suo intervento. Giani stamattina ha anche depositato una corona di fiori con i colori bianco e rosso della Toscana, sulla tomba di Gregory Summers (Greg), statunitense condannato a morte e giustiziato nel 2006, sepolto per sua volontà nel cimitero comunale di Cascina, dopo anni passati nel braccio della morte, durante i quali ha intrattenuto una fitta corrispondenza coi ragazzi dell’istituto comprensoriale di Cascina.

il presidente della Giunta regionale Enrico Rossi ha parlato invece della Toscana come laboratorio di progresso e civiltà. “Pietro Leopoldo con il suo vasto programma di riforme – ha detto Rossi – seppe trasformare il piccolo territorio della Toscana in uno stato moderno, riformista, all’avanguardia. Le radici autentiche della nostra storia si ritrovano sia nell’Umanesimo che fiorì a Firenze sia nell’Illuminismo e nei suoi principi che si affermarono con il governo del granduca”. Le riforme, ha spiegato il presidente della Giunta, riguardarono, oltre all’abolizione della pena di morte, tutta la società. Si investì molto nel recupero del territorio e nelle bonifiche, e questo portò a creare posti di lavoro e fece rifiorire l’economia. Furono abolite le corporazioni e create le Camere di commercio, liberalizzati gli scambi, abolita la manomorta a favore della mezzadria. “Questo non solo ha modellato il nostro paesaggio rurale – ha commentato Rossi – ma ha creato quella ‘medietà’, quell’equilibrio a cui noi toscani tendiamo sempre”. In conclusione il presidente ha ricordato il grave incidente sul lavoro nelle cave apuane ribadendo “che la vita va tutelata e che è disumano quel lavoro che contrasta con la vita”.

Durante la seduta il presidente Giani ha consegnato un riconoscimento alla comunità di S.Egidio e all'associazione Nessuno tocchi Caino. Infine il monologo di Simone Cristicchi sulla pena di morte, intitolato Sarà anche merito tuo se io sarò l'ultimo condannato. Cristicchi è stato accompagnato alla chitarra da Gianmarco Nucciotti.

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