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​La Toscana accessibile ai disabili. Vediamo come

La Regione Toscana pone in essere il regolamento sull'eliminazione delle barriere architettoniche

TOSCANA — La Regione Toscana ha da sempre promosso l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati quale obiettivo primo nella progettazione di nuove costruzioni e, soprattutto, nel restauro degli edifici già esistenti. Chiunque presenti un problema motorio che gli impedisca uno svolgimento regolare delle azioni che si compiono quotidianamente, ha diritto alla più completa indipendenza, promossa attraverso adeguamenti strutturali, supportati da agevolazioni, che facilitino una inclusione della vita sociale e lavorativa.

In concreto, la Regione Toscana, in base al regolamento n.19 del dicembre 2004, ha posto in essere l’attuazione dell’articolo 5 quater della legge regionale 9 settembre 1991, n. 47 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. Con questo regolamento è stato delineato il processo da seguire al fine di riuscire ad attuare una legge nel pieno rispetto di un principio che attiene alla dignità umana.

Questo regolamento stabilisce con precisione:

  • le disposizioni generali per accedere al contributo;
  • quali sono i soggetti che possono beneficiarne;
  • quali gli interventi che danno diritto alle agevolazioni;
  • i criteri di assegnazione.

Se, dunque, si pone l’urgenza e la necessità di intervenire con dei lavori attinenti alle barriere architettoniche e di adattare le scale per disabili in Toscana, le disposizioni in materia previste dalla Regione vengono incontro a chiunque ne abbia bisogno.

Da un punto di vista legislativo, il problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche come urgenza al normale svolgimento della vita delle persone affette da disabilità, viene affrontato per la prima volta nel 1989 con la legge n. 13, D.M. 236. Con questo decreto, tutti i progetti hanno l’obbligo di svilupparsi in modo tale che gli spazi siano fruibili anche da disabili o anziani con problemi a muoversi in autonomia. Questa legge stabilisce tre livelli di progettazione che architetti e ingegneri devono rispettare: accessibilità; visitabilità; adattabilità. Il criterio dell’accessibilità impone che i disabili debbano poter in ogni modo raggiungere un edificio, entrarvi facilmente e muoversi in autonomia e, soprattutto, in sicurezza. Il criterio della visitabilità impone che l’accesso a tutti gli spazi, e ad almeno un servizio igienico della costruzione, sia facilitato. Il criterio dell’adattabilità dà la possibilità di eseguire modifiche successive alla struttura per renderla compatibile con le esigenze dei disabili.

La Toscana ha immediatamente deciso di rispondere alle esigenze dei disabili accogliendo e mettendo in atto tutti i criteri.

In Toscana, tutte le domande che riguardano gli interventi volti all’abbattimento delle barriere architettoniche, devono essere presentate entro il 31 dicembre di ogni anno. A seguito di questo, sarà cura di una commissione tecnica farsi carico della domanda e valutarla per inserirla nella graduatoria che verrà pubblicata nel mese di marzo dell’anno successivo. Questa commissione, istituita dai Comuni di ogni Regione e di cui fanno parte anche medici e specialisti, dopo aver valutato e inserito in graduatoria tutte le domande che abbiano ricevuto una valutazione positiva, inoltrano il numero delle domande agli uffici preposti della Regione entro la fine del mese di giugno, allegando anche un documento che attesti il totale dell’importo del contributo richiesto. Nel caso in cui la Regione non potesse far fronte alla richiesta, le richieste che non potranno essere soddisfatte immediatamente resteranno in graduatoria per i successivi 2 anni.

Inoltre, è compito del Comune stilare la graduatoria attribuendo ai richiedenti un punteggio che si calcola sulla base della gravità della disabilità accertata. Cosa avviene in caso di parità di punteggio? In questo caso, si attribiusce priorità al richiedente che si trova in una situazione reddituale più svantaggiata.

Chi può fare domanda per l’installazione di un montascale? Possono presentare domanda:

  • i disabili con menomazioni o limitazioni fisiche, residenti nell’edificio in cui è previsto l’intervento;
  • i disabili con menomazioni o limitazioni fisiche che assumano la residenza nell’edificio in cui è previsto l’intervento entro tre mesi da quando il Comune di residenza inoltra ufficiale comunicazione dell’accettazione della domanda.

La Regione Toscana dispone che in allegato alla domanda si aggiunga anche la puntuale descrizione dei lavori da realizzare e di tutte le attrezzature da acquistare. A corredo di ciò, sarà determinante allegare anche il preventivo di spesa e una dichiarazione che dimostri che i lavori oggetto della domanda non siano stati già realizzati, né tantomeno avviati.

La mancata presentazione di tale documentazione farà decadere automaticamente il diritto alle agevolazioni.

I contributi possono essere erogati per il montaggio di pedane elevatrici, ascensori e montascale, tutti mezzi idonei a garantire il superamento delle barriere presenti in un edificio privato e a promuovere una maggiore autonomia domestica. Vediamo nel dettaglio in quale misura vengono assegnati i contributi.

  1. nel caso di opere edilizie, vengono rimborsati importi non superiori al 50% per una spesa sostenuta fino ad un massimo di 7.500.000 euro;
  2. nel caso di attrezzature, vengono rimborsati importi non superiori al 50% per una spesa sostenuta fino ad un massimo di 10.000.000 euro.

Tutti i lavori dovranno essere pagati al fornitore attraverso un bonifico bancario dedicato che dovrà riportare la causale dei lavori di intervento, il codice fiscale del richiedente e, nel caso in cui si trattasse di un lavoro a carico di tutti i condomini di un immobile, anche il codice fiscale dell’amministratore dello stesso. 

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