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La nuova legge elettorale toscana a settembre

L'accordo raggiunto tra Forza Italia e il Partito Democratico ha fatto infuriare i partiti minori che si preparano all'ostruzionismo in Consiglio

FIRENZE — Dopo aver anticipato il Porcellum nel 2005 con la legge elettorale regionale ribattezzata dall'attuale premier, Matteo Renzi, "Cinghialum", la Toscana finisce ora per ricalcare la strada tracciata a livello nazionale.
La riforma della legge elettorale sarà infatti il frutto della mediazione tra i due partiti maggiori in Consiglio: il Pd e Forza Italia, con l'appoggio anche di Toscana Civica e Riformista, dei Socialisti e dei consiglieri di Centro Democratico.

L'accordo prevede il ritorno alle preferenze con rispetto della differenza di genere, la riduzione dei consiglieri da 55 a 40 e la divisione del territorio in 13 circoscrizioni: una per provincia e 4 per Firenze. Merce di scambio tra le due principali forze in Consiglio sono state l'introduzione di un tetto al premio di maggioranza, che significa che la coalizione che prenderà almeno il 45% dei voti non otterrà comunque più del 60% dei seggi. Oltre a questo il Partito Democratico, avendo ottenuto il ritorno alle preferenze, ha dovuto concedere a Forza Italia la possibilità di fare uso di un mini listino bloccato, di 3 persone, scelte direttamente dalle segreterie.

Un punto quest'ultimo che ha fatto gridare allo scandalo molti dei partiti tagliato fuori da questo accordo: il Nuovo Centrodestra ha parlato di elementi di anticostituzionalità, l'Udc Giuseppe Del Carlo ha già detto che in caso di approvazione percorrerà la strada referendaria, mentre Monica Sgherri di Rifondazione Comunista ha puntato il dito contro le soglie minime di sbarramento progressive (3% per i partiti in coalizione, 5% per chi corre da solo e 10% per la coalizione.

Per tutte queste criticità il capogruppo di Più Toscana - Ncd in consiglio, Antonio Gambetta Vianna, ha annunciato che presenterà almeno 300 emendamenti al testo per rallentare l'iter di approvazione della legge. Le similitudini con il quadro nazionale insomma si fanno sempre più evidenti

Nella videogallery il servizio di Tommaso Tafi sull'accordo Pd-Forza Italia e le dichiarazioni di Alberto Magnolfi (Ncd), Monica Sgherri (Rifondazione comunista), Giuseppe Del Carlo (Udc) e Antonio Gambetta Vianna (Piu' Toscana Ncd)

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