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La Bellezza divina da Van Gogh a Fontana

A Palazzo Strozzi l'arte sacra vista da Van Gogh, Munch, Picasso, Matisse e altri celebri artisti. Tra le opere anche quella cara a Papa Francesco

FIRENZE — La "Bellezza divina" vista dai grandi maestri dell'arte. Una mostra dedicata alla riflessione sul rapporto tra arte e sacro tra metà Ottocento e metà Novecento attraverso oltre cento opere di importantissimi artisti italiani, tra cui Domenico Morelli, Gaetano Previati, Felice Casorati, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Emilio Vedova, e internazionali come Vincent van Gogh, Jean-François Millet, Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Georges Rouault, Henri Matisse. 

Un confronto tra opere studiate da un punto di vista inedito, presentate accanto ad altre di artisti più o meno noti, il cui lavoro ha contribuito a determinare il panorama dell’arte moderna, non solo sacra. L’arte sacra è presentata come un “genere” che, sceso dagli altari, entra direttamente nel dibattito artistico tra Otto e Novecento riprendendo allo stesso tempo i grandi temi che da sempre animano la religiosità.

A cura di Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi e Carlo Sisi, l’esposizione nasce da una
collaborazione della Fondazione Palazzo Strozzi con l'Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, l’Arcidiocesi di Firenze e i Musei Vaticani e si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Firenze tra il 9 e il 13 novembre 2015, al quale interverrà anche papa Francesco.  A conclusione del percorso della mostra il Crocifisso Bianco di Chagall dall'Art Institute di Chicago, opera particolarmente cara a Papa Francesco che unisce il tema cristiano al dramma degli ebrei. E chissà che il Pontefice non colga l'occasione della sua visita a Firenze per ammirarla nuovamente.

"La nostra aspirazione - ha detto Lucia Mannini, una delle curatrici - è di proporre una mostra che possa essere letta, attraversata e goduta da un pubblico molto vario, da un pubblico cattolico, inevitabilmente, ma anche da un pubblico laico che possa apprezzare l'aspetto formale e stilistico delle opere, da un pubblico interessato alla storia che è sottesa a molte di queste, oppure da un pubblico che vi legge una sorta di vangelo illustrato".

Accanto ai nomi di Much, Bougereau, Moreau o Picasso, l'esposizione mette in risalto molti pittori italiani, che, sulla scia dell'Art Nouveau, raggiunsero una grande perfezione formale: da Adolfo De Carolis a Libero Andreotti, da Vittorio Corcos, da Galileo Chini a Pietro Bugiani.

Grandi protagonisti della mostra sono capolavori come L’Angelus di Jean-François Millet, eccezionale
prestito dal Museé d’Orsay di Parigi; la Pietà di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani; la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago, l’opera d’arte più amata da papa Bergoglio.
La mostra evidenza quanto universale e quanto ricco sia stato, nel secolo che si potrebbe considerare il più difficile del dialogo, il confronto tra arte e sacro.

La mostra è visitabile fino al 24 gennaio 2016.

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