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Incontro Rossi-Juncker sulle politiche di coesione

Il governatore toscano insieme ai presidenti di altre quattro regioni periferiche marittime hanno incontrato il presidente della Commissione Europea

BRUXELLES — Le politiche di coesione sono state al centro dell’incontro a Bruxelles fra il presidente della commissione europea Jean Claude Juncker e una delegazione della Conferenza delle regioni periferiche marittime formata dal presidente della Toscana Enrico Rossi e dai presidenti di altre quattro regioni: Azzorre, Bretagna, Vasterbotten e Mecklenburg Vorpommer. Rossi - che attualmente presiede la conferenza - ha chiesto a Juncker rassicurazioni sul futuro del bilancio europeo e dei fondi strutturali alla luce di documenti che invece parlano di tagli ai fondi per le politiche di coesione. Quelle stesse politiche che hanno consentito di creare in Toscana, ad esempio, 45mila posti di lavoro dal 2007 al 2013 oppure di stanziare dal 2014 al 2020 250 milioni di euro per i giovani, finanziando 500 nuove imprese e sostenendo 700 giovani imprenditori agricoli.

"In particolare - prosegue Rossi, che della Crpm è vicepresidente - ho ricordato al presidente Juncker che separare il Fondo sociale europeo (FSE) dalla politica di coesione aumenterebbe le disuguaglianze sociali e territoriali: non è possibile immaginare una gestione da parte regionale per le politiche di investimento, ricerca e innovazione separata dalle politiche di sostegno all'occupazione e alle emergenze sociali. Se questo avvenisse – ha sottolineato - un programma come GiovaniSì verrebbe depennato dalle strategie della nostra Regione".

"La metafora più efficace per riassumere l'incontro di oggi - continua - è quella di una bicicletta, con una ruota che rappresenta il mercato, la concorrenza e la competizione, e con l'altra ruota che corrisponde alle politiche di coesione che hanno il ruolo di bilanciare gli squilibri naturali che il mercato unico comporta. Se una delle due ruote viene meno, si cade e ci si fa male. L'Europa dovrebbe avere il coraggio di prevedere un bilancio post 2020 più ambizioso e con la quota destinata alla politica di coesione almeno uguale a quello attuale. Mario Monti – conclude Rossi - ha più volte suggerito che le risorse supplementari potrebbero essere trovate con una tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax) o sulle emissioni di C02".

Juncker si è impegnato a tutelare il più possibile i fondi per le politiche di coesione pur non potendo indicare, allo stato attuale, le cifre in ballo. Dal canto suo Rossi ha annunciato che nei prossimi mesi le Regioni di batteranno per difendere la coesione europea, organizzando manifestazioni nelle rispettive nazioni e una grande manifestazione a Bruxelles.

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